AL VIA LA PRODUZIONE DEL GIACIMENTO EGIZIANO ZOHR, SCOPERTO E OPERATO DALL’ENI

A poco più di due anni dalla sua scoperta, avvenuta nell’estate 2015, il giacimento egiziano Zohr ha avviato formalmente la produzione di gas.

Si stima che il giacimento, scoperto e operato dall’Eni (Rosneft detiene il 30% delle quote e BP il 10%), sia il più grande mai rinvenuto in Mar Mediterraneo e abbia riserve totali pari a oltre 850 miliardi di metri cubi, che consentirebbero all’Egitto di raggiungere la tanto agognata indipendenza in team di gas naturale, ed eventualmente anche di tornare sul mercato come paese esportatore.

Nei giorni scorsi – come ha annunciato in una nota, ripresa da diverse agenzia stampa internazionali, il Ministro egiziano del petrolio e dell’energia Tarek El-Molla – è stato pompato il ‘first gas’ dal giacimento fino agli impianti di terra a Port Said, dove il prodotto viene lavorato prima di essere immesso nella rete nazionale del gas. Attualmente la produzione si aggira attorno ai 10 milioni di metri cubi al giorno, ma dovrebbe raggiungere i 28,3 milioni di metri cubi giornalieri già entro giungo 2018, per attestarsi a pineo regime attorno ai 76,4 milioni di metri cubi al giorno, entro la fine del 2019.

Negli obbiettivi del Governo de Il Cairo, l’attività di Zohr dovrebbe consentire di saturare la domanda interna di gas, rendendo finalmente l’Egitto un paese indipendente da questo punto di vista e ponendo fine al costoso import di GNL, effettuato tramite tender pubblici vinti in passato da grandi trader internazionali come Glencore e Trafigura e particolarmente gravoso per le casse dello Stato, che dal 2011 dispone di scarse riserve di valuta estera.

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