ALL’OMC 2019 TUTTI D’ACCORDO: COL GAS SI POTRANNO RIDURRE LE EMISSIONI E RISPONDERE ALLA CRESCENTE DOMANDA ENERGETICA

Per vincere la doppia sfida che l’industria ha davanti, ovvero dare soddisfazione ad una domanda globale di energia in costante crescita e parallelamente ridurre le emissioni dannose, la soluzione è una sola: il gas, il vero strumento di transizione che consentirà di traguardare, in futuro, uno scenario basato principalmente sulle rinnovabili.

Una convinzione ormai ampiamente diffusa, che ha trovato ulteriori conferme durante la main conference dell’edizione 2019 dell’OMC (Offshore Mediterranean Conference) di Ravenna, aperta dagli interventi del CEO di Wood MacKenzie Simon Flowers e del CEO di Oil and Gas Climate Initiative Pratima Rangarajan, che hanno ribadito le grandi potenzialità di sviluppo del gas e il ruolo centrale del Mediterraneo per raggiungere gli obbiettivi dell’Europa – dimezzare le emissioni tra 2010 e 2040 – e rispondere ad una domanda di energia che nello stesso periodo crescerà del 30%.

Luigi Ciarrocchi, Exectuive Vice President Upstream Italia di Eni e presidente di Assomineraria, ha quindi aggiunto che, per vincere questa doppia sfida, “abbiamo bisogno di un modello energetico che sia sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale. Un contributo in questo senso – per il top manager del ‘cane a sei zampe’ – arriverà sicuramente dalle recenti scoperte nel Mediterraneo Orientale, che consentiranno ai paesi convolti di soddisfare la domanda interna, come l’Egitto con Zohr. Inoltre si possono combinare gas e rinnovabili, riducendo così le emissioni e l’impatto ambientale. Ravenna è un ottimo esempio: è il primo centro di produzione di gas in Italia, ma è anche un polo turistico e balneare di primo piano”.

Sul ‘brillante’ futuro del gas si è detto d’accordo anche il CEO di Edison Marc Benayoun, che ha poi ricordato l’evoluzione delle rotte di trasporto, “con progetti come l’EastMed, ma anche il TAP e Turkstream, che vedranno l’Italia giocare un ruolo determinante”, e lo sviluppo del GNL, “di cui noi siamo i primi movimentatori nel Belpaese, dove siamo anche impegnati in progetti come l’hub small scale di Ravenna, in collaborazione col gruppo PIR”.

Stefano Cao, CEO di Saipem, è quindi tornato a ribadire l’importanza della scoperta del giacimento Zohr, “che ha avuto un effetto diretto su tutta l’industria oil&gas, che stava attraversando una profonda crisi dovuta al crollo del prezzo del greggio, mutandone i paradigmi. Oggi l’attività sta tornando a crescere, i nostri commerciali ricevono sempre più richieste e numerosi grandi progetti sono ormai prossimi alla decisione finale d’investimento”.

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