ALVERA’ (SNAM): L’ITALIA PUO’ DIVENTARE UN HUB EUROPEO DEL GAS NATURALE

“L’Italia è geograficamente e geologicamente ben posizionata per proporsi come hub nel mercato europeo del gas naturale”.

Lo ha dichiarato il CEO di Snam Marco Alverà, che durante un’intervista all’agenzia di stampa americana Bloomberg ha illustrato la strategia dell’azienda italiana, orientata proprio verso questo obbiettivo.

Da molti anni, infatti, la Gran Bretagna ha perso la sua posizione baricentrica nel mercato europeo, a favore dell’Olanda e di altri Paesi, tra cui appunto sta emergendo l’Italia, che può contare su una serie di fattori a suo favore per trasformarsi da semplice consumatore a crocevia dei traffici internazionali e anche in paese esportatore di gas.

Alverà ha quindi messo a punto un piano industriale che prevede investimenti per 5 miliardi di euro entro il 2021, e fissa come target una crescita media annua del volume d’affari pari al 4%. Tra i primi interventi già attuati, ce ne sono alcuni mirati a rendere più flessibile la rete di gasdotti gestiti da Snam, che a partire dalla fine del 2018 potrà decidere di invertire il flusso di gas attraverso la pipeline che collega Italia e Svizzera. Una misura, allo studio anche per la linea con l’Austria, che consentirà per la prima volta all’azienda di San Donato Milanese di immettere gas in export nella rete europea.

Sul fronte dell’approvvigionamento, oltre alle attuali fonti già variegate – l’Italia è collegata via gasdotto con Libia e Algeria, riceve regolarmente gas dalla Russia e dal Mare del Nord e grazie a 3 rigassificatori può importare GNL via nave – entro il 2020 entrerà in funzione il nuovo gasdotto TAP (Trans-Adriatic Pipeline), opera da 4,5 miliardi di dollari di investimenti sviluppata in collaborazione con BP e con la compagnia petrolifera di stato dell’Azerbaijan, da cui proverrà il gas che nei piani di Bruxelles dovrebbe contribuire alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento e ridurre quindi la dipendenza dei Paesi dell’Unione Europea da Mosca.

Un altro vantaggio che, secondo Alverà, consentirà all’Italia di proporsi in modo convincente come hub per il mercato europeo del gas, risiede nelle dinamiche di consumo di questo prodotto tipiche del Paese, la cui domanda si concentra soprattutto d’inverno per poi crollare nel periodo estivo: “Saremo in grado di acquistare scorte di GNL d’estate, quando i prezzi sono più bassi, sfruttando la capacità di stoccaggio”, che in quel periodo risulta ampiamente disponibile.

Infine, fa notare Bloomber, l’Italia è vicina sia ai tradizionali esportatori mediorientali che a Egitto e Israele, dove si trovano due dei più grandi giacimenti di gas scoperti di recente, il cui ingresso in produzione nei prossimi anni avrà un impatto rilevante sul mercato internazionale di questo prodotto.

 

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