DEPOSITI DI GNL: IL MISE PUBBLICA L’ELENCO DEI PROGETTI IN FASE DI AUTORIZZAZIONE

Il GNL sta diventando ormai un’alternativa sempre più diffusa ai carburanti tradizionali per le navi e anche per i mezzi stradali pesanti, una tendenza favorita dai nuovi limiti alle emissioni navali che entreranno in vigore nel 2020 in tutto il Mar Mediterraneo e in qualche modo recepita anche dallo Stato italiano, che con la recente approvazione del Quadro Strategico Nazionale per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi ha fissato il quadro normativo e le linee guida per il GNL in Italia.

In particolare, con l’allegato III del Quadro, il Governo ha disposto che entro il 2025 nei porti marittimi nazionali venga “realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per il GNL per consentire la navigazione di navi adibite alla navigazione interna o navi adibite alla navigazione marittima alimentate a GNL nella rete centrale della TEN-T”, semplificando contestualmente l’iter autorizzativo dei progetti per nuovi depositi di gas liquido, che necessiteranno solo di una “autorizzazione unica, rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e d’intesa con le Regioni interessate”.

Se quindi sul fronte legislativo le novità non mancano, quali sono, attualmente, i progetti in corso per nuovi depositi di GNL nei porti italiani?

A chiarirlo è stato lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), che in occasione di un recente convegno organizzato da Assocostieri (l’associazione nazionale dei depositi costieri), ha illustrato una vera e propria mappa dei progetti sottoposti al ministero, e quindi che si trovano già in una fase più concreta rispetto ai semplici annunci dei soggetti promotori.

Tra essi, l’unico che ha già ottenuto l’autorizzazione del MISE (in data 18 gennaio 2017) è quello promosso da Higas, società partecipata dalla livornese Gas and Heat, dal consorzio CPL Concordia e dalla compagnia marittima norvegese Stolt-Nielsen, che intende realizzare in località Santa Giusta, nei pressi del porto sardo di Oristano, un deposito composto da 6 serbatoi criogenici per il GNL da 1.500 metri cubi (totale 9.000 metri cubi), con una capacità annua complessiva di 350.000 metri cubi, che dovrebbe essere realizzato nel corso dei prossimi 12-18 mesi.

Ci sono poi diversi progetti che attualmente sono in fase di autorizzazione presso gli uffici del ministero, di cui altri due riguardano proprio il porto di Oristano: il primo è promosso da Edison e prevede la realizzazione di un deposito da 12.000 metri cubi, costituto da 7 serbatoi da 1.700 metri cubi ciascuno, per una capacità annua complessiva di 520.000 metri cubi. Dal momento dell’autorizzazione, saranno poi necessari 24 mesi per realizzare il deposito, che sorgerà nel canale sud dello scalo sardo e potrà essere approvvigionato tramite gasiere di capacità compresa tra 7.500 e 27.500 metri cubi, mentre la distribuzione del GNL avverrà tramite autocisterne (4 baie di carico per 40 camion/giorno) e bettoline con capacità minima di 1.000 metri cubi.

Sempre a Oristano, di nuovo in località Santa Giusta, dovrebbe sorgere il deposito da 9.000 metri cubi progettato da IVI Petrolifera e costituito da 9 serbatoi criogenici da 1.000 metri cubi ciascuno, con una capacità complessiva di 60.000 metri cubi all’anno. Una volta autorizzato dal MISE, saranno necessari dai 18 ai 24 mesi per la sua realizzazione: l’approvvigionamento avverrà tramite gasiere con capacità compresa tra 4.000 e 5.000 metri cubi, mentre la distribuzione sarà effettuata anche in questo caso con autobotti e piccole bettoline da 500 metri cubi.

Un altro progetto che riguarda la Sardegna, ma in questo caso è relativo al porto canale di Cagliari, è quello di ISGAS, che nello scalo del capoluogo isolano vorrebbe realizzare un deposito da 22.600 metri cubi, costituito da 18 serbatoi da 1.226 metri cubi ciascuno e attualmente in fase di valutazione preliminare da parte dell’Autorità portuale di Cagliari, ormai trasformatasi in Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. La struttura, che potrà essere approvvigionata tramite navi gasiere di capacità compresa tra 7.500 e 20.000 metri cubi, effettuerà la distribuzione via autocisterna tramite una baia di carico e su bettoline, ma – a differenze di quanto previsto dagli altri progetti – sarà dotato anche di un piccolo impianto di rigassificazione per immettere il GNL nella rete locale della città di Cagliari.

Infine, l’ultimo progetto che ha già raggiunto gli uffici del MISE per essere sottoposto al processo di autorizzazione unica è quello promosso da Petrolifera Italo Rumena (PIR, che ha ottenuto il supporto di Edison), che prevede la realizzazione di un deposito da 10.000 metri cubi (con possibilità di raddoppio) nel Canale Candiano del porto di Ravenna.

La struttura occuperà una superficie di 23.000 metri quadrati e, grazie ad una banchina dedicata lunga 280 metri con un pescaggio di 8 metri, potrà ricevere navi gasiere con capacità compresa tra 7.500 e 27.500 metri cubi, mentre la distribuzione avverrà via autocisterna grazie 4 baie di carico e tramite bettoline con capacità compresa tra 1.000 e 4.000 metri cubi.

Questi sono al momento i progetti sottoposti al MISE, ma è probabile che presto altri arriveranno sui tavoli del ministero: già annunciato quello di Decal e San Marco Petroli a Porto Marghera, mentre è nota la volontà di OLT-Offshore LNG Toscana, la società che gestisce il rigassificatore di Livorno, di attrezzare la FSRU Toscana per poter operare anche come stazione di rifornimento di bettoline, analogamente a quanto peraltro starebbe valutando di fare anche Adriatic LNG, la società che opera il rigassificatore di Rovigo.

 

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