IN COSTANTE CRESCITA LA DOMANDA CINESE DI GNL

I crescenti consumi cinesi continueranno a sostenere anche quest’anno le importazioni asiatiche di gas naturale liquefatto (GNL), che riusciranno ad assorbire almeno una parte della nuova produzione di combustibile che verrà riversata a breve sui mercati mondiali.

Ad analizzare la situazione della stagione invernale ormai alle porte è l’agenzia di stampa Reuters, che ricorda come già durante il corso del 2017 il prezzo delle forniture spot di GNL in Asia è aumentato del 55% su base annua, un trend che dovrebbe continuare con l’inizio del periodo di picco ottobre-marzo.

Il mercato globale resterà in oversupply, ma l’aumento dei consumi di gas in Tailandia e l’ingresso di nuovi paesi importatori come il Pakistan stanno assorbendo il surplus produttivo più rapidamente del previsto, mentre – secondo Andrew Walker, vice president of strategy dell’esportatore americano Cheniere – la Cina continuerà ad aumentare notevolmente i suoi acquisti di GNL, e anche Giappone e Corea del Sud continueranno ad importare quantità elevate di gas naturale.

A sostenere il mercato del GNL contribuiscono vari fattori, dall’aumento del prezzo del carbone al costo del greggio: se infatti il prezzo al barile è ancora basso in valore assoluto, ha comunque toccato il picco massimo degli ultimi 2 anni. Il prezzo del GNL rimane invece concorrenziale perché, nonostante l’aumento della domanda, la produzione mondiale sta crescendo ancor più rapidamente.

Il vero fattore trainante del mercato asiatico è però la Cina, che già lo scorso inverno aveva importato il 44% di GNL in più rispetto all’anno precedente, e che nel periodo 2017/2018 dovrebbe confermare un ulteriore incremento degli acquisti.

La Repubblica Popolare ha infatti avviato una politica mirata a ridurre il consumo di carbone, e quindi le emissioni di gas serra, e per sostituire il tradizionale combustibile fossile si affiderà in larga misura proprio al gas naturale, di cui potrebbe diventare il secondo importatore al mondo superando il Giappone.

Una dinamica che tuttavia potrebbe avere effetti sul prezzo più contenuti di quanto si possa pensare: secondo la Reuters – infatti – dal 2014 od oggi ogni anno si sono riversate sul mercato 74 milioni di tonnellate di GNL in più, arrivato soprattutto da Australia e Stati Uniti, e entro la fine del 2017 entreranno in produzione diversi nuovi giacimenti: Wheatstone in Australia, Cove Point negli USA e Yamal in Russia.

Durante l’invero che sta per iniziare saranno disponibili 8,7 milioni di tonnellate di GNL in più rispetto allo scorso anno, e quindi – nonostante la domanda asiatica in continua crescita – i livelli di prezzo del gas naturale liquefatto sono destinati a restare piuttosto bassi ancora per gli anni a venire.

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