IN ITALIA (E IN EUROPA) ARRIVA SEMPRE MENO GAS ALGERINO VIA PIPELINE

Sempre meno gas algerino sta arrivando in Europa, e in Italia in particolare, attraverso le pipeline che collegano il Paese nordafricano con le sponda meridionale del Vecchio Continente.

Colpa del calo dei prezzi del gas di origine russa e, soprattutto, dell’abbondanza di GNL disponibile sul mercato.

Come ha confermato il vice-president marketing di Sonatrach Ahmed El-Hachemi Mazighi, i clienti europei della compagnia di Stato algerina hanno ridotto sensibilmente la loro domanda di gas convenzionale esportato dal Paese via pipeline, causando un calo delle vendite del 25% rispetto alle stime della società per il 2019.

L’Algeria resta il terzo fornitore di gas naturale dell’Europa con l’11% del totale – davanti ci sono Russia (39,4%) e Norvegia (29,6%), mentre dietro restano Qatar (7,2%) e Nigeria (4,1%) – ma secondo l’analista specializzato Wood Mackenzie, il calo dei flussi tramite gasdotto è un chiaro segnale del fatto che la crescita dell’export di GNL proveniente da USA, Australia e Russia sta incidendo concretamente sul mercato europeo del gas, influenzando anche le dinamiche di prezzo del prodotto e rendendo quindi  meno competitivi i contratti di fornitura del gas via condotta, le cui tariffe sono solitamente ancorate al prezzo del greggio.

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Alla luce di questa situazione Sonatrach sta convertendo una quota crescente della sua produzione in gas liquefatto e lo sta vendendo sul mercato spot con consegna immediata, ad un prezzo del 25% più alto rispetto ai livelli preventivati dalla stessa società per l’anno in corso. Come rivelto da Mazighi, nel 2019 per la prima volta le vendite spot costituiranno il 30% di tutte le vendite di GNL di Sonatrach, quota mai raggiunta fino ad ora.

In totale, la compagnia algerina quest’anno dovrebbe arrivare ad un quantitativo di GNL esportato pari a 5 miliardi di metri cubi, ovvero 60 spedizioni via nave (oltre la metà dirette in Asia), record storico dell’ultimo ventennio.

Sempre secondo Wood Mackenzie il prezzo del gas algerino via pipeline è di 2,5 dollari a mmbtu (milioni di British thermal unit) più alto rispetto a quello del gas di origine nord europea, ma questo calo dei flussi sulla direttrice meridionale potrebbe aprire uno spazio in grado di aiutare il mercato europeo del GNL, oggi gravato da un eccesso di offerta, a tornare in equilibrio.

Per quanto riguarda il Belpaese nello specifico, secondo i dati raccolti da Bloomberg l’import italiano di gas algerino via condotta dal 1° ottobre a oggi è di 1,3 miliardi di metri cubi inferiore ai volumi dello stesso periodo dello scorso anno e, in base alle prenotazioni della capacità effettuate a Mazzara del Vallo, punto di accesso del prodotto venduto da Sonatrach all’Italia, nel corso dell’invero 2019 importeremo 3,7 miliardi di metri cubi di gas in meno rispetto al quantitativo complessivo acquistato dalla stessa fonte nell’inverno 2018.

A conferma che l’analisi fornita corrisponde all’effettivo stato attuale del mercato, il contratto appena firmato tra Sonatrach e la corporation energetica francese Engie ricalca esattamente questo tipo di evoluzione: l’azienda algerina fornirà infatti alla controparte non solo metano in forma gassosa via pipeline ma anche gas naturale liquefatto, che verrà consegnato principalmente al Tonkin LNG terminal di Fos (vicino a Marsiglia).

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