INCONTRO PUTIN-ERDOGAN SULLE PROSPETTIVE DEL GASDOTTO TURKISH STREAM

La costruzione della prima porzione del gasdotto Turkish Stream, che collegherà la sponda russa del Mar Nero con quella turca, inizierà già il prossimo maggio, mentre l’entrata in funzione dell’infrastruttura energetica è prevista per il 2019.

A fornire queste indicazioni, secondo alcune agenzie di stampa di Mosca, è stato il ministro russo dell’energia Alexander Novak, che ha parlato dopo un incontro svoltosi lo scorso 10 marzo a Mosca tra il Presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan. I due leader hanno parlato dell’implementazione del gasdotto e del suo ruolo strategico nello sviluppo delle relazioni energetiche tra Russia e Turchia: quest’ultima è già il secondo acquirente di gas russo ma, secondo le parole dello stesso Putin, il TurkStream consentirà ai due paesi di stringere ulteriormente la loro cooperazione portandola ad un nuovo livello.

Novak ha poi rivelato che, mentre per la prima porzione del tratto offshore del gasdotto, che verrà posato sui fondali del Mar Nero, tutte le autorizzazioni sono già state ottenute, per il secondo tratto sono attualmente in corso gli studi tecnici e l’ottenimento delle approvazioni.

Il TurkStream è stato progettato nel 2014 in seguito alla decisione di Mosca di abbandonare il South Stream, la cui realizzazione era stata affidata all’italiana Saipem da South Stream Transport, la controllata di Gazprom incaricata di gestire la costruzione della nuova infrastruttura.

La stessa società ha ora la responsabilità del nuovo gasdotto, il cui percorso non differisce molto da quello precedente: 900 km di condotte sottomarine, suddivise in due diverse linee con capacità rispettivamente di 31,5 miliardi di metri cubi all’anno e 15,7 miliardi di metri cubi all’anno, tra la stazione di compressione russa di Anapa e il punto di arrivo turco di Kıyıköy, un villaggio nella provincia di Kırklareli, nel nordovest del paese.

Questa volta, però, l’Italia è rimasta esclusa: South Stream Transport ha infatti recentemente appaltato, per oltre 11 miliardi di euro, la costruzione del primo tratto offshore del TurkStream al gruppo svizzero Allseas, che detiene anche un’opzione sulla realizzazione della seconda porzione del gasdotto.

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