INTERVISTA DEL MESE: PARLA MAURO PALESTRI, INDUSTRY INTERNATIONAL DIRECTOR DI BUREAU VERITAS

Ripresa del mercato oil&gas, che però si intravvede a livello internazionale e non in Italia, peso preponderante dell’export per le aziende del Belpaese attive in questo settore e ruolo del Mediterraneo sullo scacchiere globale.

Di questo e di altro abbiamo parlato con Mauro Palestri, Industry International Director di Bureau Veritas Italia, che il prossimo 27 e 28 marzo sarà presente con un proprio stand all’Offshore Mediterranean Conference (OMC) di Ravenna, appuntamento ormai imperdibile per confrontarsi con i principali player del settore.

 

Che ruolo svolge il business oil&gas sul complesso delle attività di Bureau Veritas?

“La nuova divisione Industry International, di cui sono responsabile dell’inizio del 2019, è stata creata per coordinare i progetti internazionali di diverse business unit, alcune delle quali molto focalizzate proprio sull’oil&gas, ambito nel quale il nostro gruppo svolge attività di ispezione e certificazione, sia per progetti onshore che offshore”.

 

In concreto come operate in questo settore?

Lo spettro di attività che Bureau Veritas svolge nel settore O&G è molto ampio: possiamo agire come seconda o terza parte sino a svolgere il ruolo più ampio di Certify Authority nell’ambito di interi impianti.

Nelle ispezioni di 2° parte agiamo in nome e per conto del cliente, tipicamente un EPC contractor, svolgendo verifiche tecniche di conformità su impianti, attrezzature e componenti che vengono acquistati sulla base delle specifiche proprie del cliente. Di fatto è un servizio che i contractor affidano da molto tempo in outsourcing in quanto non dispongono più di consistenti strutture interne dedicate. Appoggiarsi ad un gruppo strutturato come BV, che conta 75.000 dipendenti in tutto il mondo, ha anche altri vantaggi: la possibilità di agire rapidamente in qualunque parte del mondo, grazie ad un network molto esteso, e il contenimento dei costi viste le economie di scala che siamo in grado di ottenere”.

 

E nelle ispezioni di 3° parte?

“In tal caso si interviene come parte indipendente che verifica la conformità dell’impianto, di attrezzature e componenti nel rispetto delle normative e degli standard contrattuali.

L’incarico proviene principalmente dal cliente finale, ovvero il committente dell’EPC contractor, e – più raramente – dall’EPC stesso.

Incarico che può anche abbracciare un intero progetto, ad esempio quello relativo ad una piattaforma offshore.

In questo ambito, merita inoltre una menzione particolare l’attività di Certifying Authority. In questo caso particolare Bureau Veritas è chiamata quale organizzazione di Terza Parte Indipendente con l’incarico di approvare e certificare il progetto, la fabbricazione, l’installazione e le fasi di commissioning ad esempio di un impianto offshore. In questi casi il cliente è più spesso l’EPCI che assolve ad una richiesta della sua committenza.

Per il cliente l’obiettivo di questa certificazione è quella di avvalersi di una Terza Parte Indipendente che certifichi che l’installazione è “fit-for-purpose” in accordo agli standanrd inteenazionali e ai codici applicabili al progetto.

 

Altre attività?

“BV è anche ente notificato, ovvero un soggetto autorizzato dai ministeri competenti a certificare il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza contenuti nelle Direttive comunitarie.

In tale veste di solito agiamo su richiesta di un produttore di macchine ed attrezzature che, in presenza di determinate condizioni, è obbligato a nominare un ente notificato per la certificazione dei suoi prodotti.

 

Come giudica, in questo momento, lo stato del mercato oil&gas?

L’attività in Italia è ancora stagnante, ma le aziende italiane sono molto attive in progetti internazionali, e noi le assistiamo anche all’estero. Il tessuto produttivo nostrano, specie nel manufacturing (quindi produzione di componenti per impianti oil&gas) è molto vocato all’export e riscontra grande successo: molti operatori internazionali comprano questo tipo di componenti proprio da produttori italiani.

 

La crisi degli anni passati può considerarsi superata?

Negli ultimi anni c’è stato un rallentamento importante: molti progetti sono stati sospesi, altri cancellati, e altri ancora si sono fermati per poi ripartire e fermarsi di nuovo. Un’incertezza ovviamente dannosa anche per le aziende italiane, fornitori di beni o servizi per questi progetti internazionali.

Ora però, come osservatori, ci pare di poter dire che, seppure lentamente, il settore si stia riprendendo.

 

Sarete presenti con un vostro stand all’OMC di Ravenna: quale ruolo ha assunto questa fiera nell’industria offshore?

“E’ la nostra 5° partecipazione consecutiva all’Offshore Mediterranean Conference, che ormai è un evento di riferimento per tutto il settore in ambito Mediterraneo. Un importante momento di confronto con operatori, clienti, competitor, sulle più importanti tematiche per il settore, il cui tema principale sarà certamente quello relativo ai prossimi sviluppi del bacino mediterraneo.

 

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