LA CINA SUPERA GLI USA E DIVENTA PRIMO IMPORTATORE AL MONDO DI PETROLIO

Nel 2017 la Cina, con 8,9 milioni di barili di greggio importati ogni giorno, ha superato gli USA, che si sono fermati a quota 7,9 milioni di barili al giorno, diventando il primo importatore lordo di petrolio del mondo.

Secondo i dati forniti dalla EIA (US Energy Information Administration), già dal 2013 la Repubblica Popolare era diventata il primo importatore netto di petrolio (importazioni – esportazioni), ma il calo della produzione interna e il parallelo incremento della capacità di raffinazione degli stabilimenti nazionali hanno spinto al rialzo gli acquisti di ‘oro nero’ sul mercato internazionale, consentendo a Pechino di raggiungere ora il primato anche in termini di valore assoluto.

Per quanto riguarda le fonti di approvvigionamento, negli ultimi anni è calato l’apporto dei paesi produttori dell’area OPEC, la cui quota di mercato è scesa dal picco del 67% raggiunto nel 2012 al 56% registrato nel 2017. Crescono invece gli acquisiti cinesi di greggio da alcuni dei principali paesi che non fanno parte dell’organizzazione, come la Russia, passata dal 9% al 14%, a il Brasile, dal 2% al 5%.

Mosca si è confermato il primo fornitore di Pechino, come già era successo nel 2016, esportando in Cina 1,2 milioni di barili al giorno lo scorso anno, rispetto al milione di barili al giorno dell’Arabia Saudita.

Sia la Russia che i paesi membri dell’OPEC, però, hanno concordato una riduzione della produzione di greggio per il 2018, situazione che potrebbe favorire il consolidamento di altri paesi produttori come fornitori di petrolio per la Cina.

La Repubblica Popolare, infatti, sta registrando una progressiva contrazione della produzione petrolifera nazionale, calata del 2% tra 2016 e 2017 e prevista dall’EIA in ulteriore decremento durante il 2018 e il 2019, mentre la domanda sembra destinata a crescere con consumi che nell’ultimo anno sono aumentati del 3% arrivando a 13,2 milioni di barili al giorno.

Una ‘fame’ di greggio che dovrà quindi essere saziata con il ricorso all’import, anche alla luce del parallelo aumento della capacità di raffinazione cinese, che nel 2017 è aumentata di 0,5 milioni di barili al giorno raggiungendo quota 11,4 milioni di barili al giorno.

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