LA SOCIETA’ DI CONSULENZA EY ‘CAUTAMENTE OTTIMISTA’ SUL MERCATO DELL’OIL&GAS

Si respira un ‘cauto ottimismo’ tra gli addetti dell’industria oil&gas, che dopo anni difficili forse iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel.

O almeno questa è l’opinione di Celine Delacroix, Associated Partner della divisione Oil&Gas di EY (la ex-Ernst&Young), società di consulenza tra i leader a livello mondiale in vari settori. Il manager ha infatti pubblicato sul suo profilo Linkedin un proprio resoconto dell’Offshore Technology Conference (OTC) 2018, fiera internazionale che si è svolta dal 30 aprile al 3 maggio scorsi a Houston, in Texas.

Delacroix articola il suo commento in 5 punti, uno dei quali verte proprio sul ritrovano, ancorché cauto, ottimismo che si respirava durante la kermesse americana. Il sentimento generale era di “prudente ottimismo” a Houston – scrive Delacroix – anche se molto dipendeva dal ruolo nel settore ricoperto del soggetto che di volta in volta si esprimeva riguardo l’attuale contesto di mercato. Operatori attivi nell’onshore americano, fornitori di condotte e contractor dell’ambito deepwater hanno tutti mostrato moderata soddisfazione per l’andamento dei rispettivi business.

Le condizioni restano invece difficili per le società di ingegneria e progettazione, e per i contractor specializzati su grandi progetti, mentre in ambito sottomarino l’attività sta migliorando ma i prezzi restano bassi comprimendo i margini. Anche gli armatori di mezzi navali di supporto sono in una situazione intermedia, con diverse unità ancora inutilizzate. Sembra quindi evidente, per il top manager di EY, che anche se una prima ripresa sta iniziando a manifestarsi, ci vorrà ancora tempo prima che il mercato torni in equilibrio in termini di domanda e offerta per determinate tipologie di assset.

Delacroix nota poi, proseguendo con il suo resoconto per punti, che l’edizione 2018 dell’OTC sembra essersi maggiormente focalizzata sull’ambito onshore, rispetto al passato quando invece l’attenzione era spostata a favore dell’offshore. Una dinamica dettata dalla crescita della produzione americana, che si concentra sui giacimenti terrestri di shale oil e shale gas, e che infatti si è manifestata durante l’evento di Houston e non, invece, in occasione di altre recenti fiere europee dedicate all’oil&gas.

Il dirigente di EY nota poi come, nonostante la parola ‘technology’ faccia parte del nome stesso dell’evento, mai come quest’anno all’OTC si è parlato di nuove tecnologie, come realtà virtuale, machine learning e intelligenza artificiale (AI), e della loro applicazione all’industria energetica, anche grazie alla nutrita presenza di nuove aziende e start-up nate proprio per seguire questo filone.

E infatti Delacroix conclude il suo intervento sottolineando come fossero presenti all’ultima edizione dell’OTC un numero crescente di aziende, costituito non solo dai tradizionali protagonisti dell’industria ma anche da una serie di newcomer (start-up, spin off di grandi gruppi, realtà industriali sempre più focalizzate sull’aspetto energetico delle proprie attività, ecc..), a testimonianza del rinnovato interesse che l’oil&gas sta riscontrando tra gruppi industriali e anche fondi d’investimento.

 

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