L’ALGERIA PUNTA SULLO SHALE GAS PER ATTRARRE INVESTITORI ESTERI

L’Algeria, paese nordafricano tra i principali fornitori di gas dell’Europa, vuole incrementare la produzione nazionale e per farlo ha deciso di puntare sullo shale gas attraverso una riforma del sistema fiscale che possa incentivare gli investimenti esteri.

A rivelare la strategia del Governo di Algeri è stato il Ministro dell’Energia Mustapha Guitouni che – parlando con i cronisti dell’agenzia di stampa Reuters in occasione di una conferenza internazionale svoltasi nella città di Oran – dichiarato: “Rimuoveremo tutti gli ostacoli riducendo il peso della burocrazia e modificando le procedure fiscali. Si tratta di interventi necessari per garantire la sicurezza energetica del paese: l’attuale sistema deve cambiare, e per farlo intensificheremo il dialogo con i nostri partner”.

Nonostante la ricchezza di risorse del Paese, la crescita del consumo interno ha ridotto il volume di gas esportato all’estero, che però resta ad oggi la principale fonte di introiti per le casse dello Stato algerino. Motivo per cui il Governo intende esplorare le potenzialità derivanti dallo shale gas agevolandone lo sfruttamento da parte delle major internazionali.

Un nuovo scenario che dovrà essere attuato tramite una riforma della legislazione di riferimento in materia di energia, a cui l’esecutivo dell’ex colonia francese lavorerebbe da tempo ma su cui starebbe anche mantenendo il più stretto riserbo.

L’idea di affiancare alle fonti di gas naturale tradizionale lo shale gas non è peraltro nuova: l’Algeria aveva già tentato questa strada alcuni anni fa senza tuttavia ottenere successi significativi, anche a causa dell’opposizione della popolazione delle zone interessate, spaventata per i rischi di inquinamento.

In ogni caso il dossier sembra ora tornato sul tavolo del Ministero dell’Energia, il cui titolare però ha spiegato che i tempi non saranno rapidi: “Sono a tutt’oggi in corso studi sulle potenzialità dello shale gas in Algeria, e una valutazione completa richiederà dai 5 ai 10 anni”.

Nel frattempo però sono già stati avviati contatti con possibili partner interessati alla partita: Arezki Hocini, alle guida della National Agency for the Valorization of Hydrocarbon Resources (Almaty), ha detto alla Reuters che il Governo ha già approcciato una serie di oil major tra cui BP e Anadarko per definire come valutare ed esplorare le risorse di shale gas.

“Speriamo che queste iniziali discussioni possano portare a trattative per nuovi contratti” ha aggiunto Hocini.

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