L’ENI OTTIENE L’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE PER LA FIRENZE FPSO

L’Eni ha ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare per l’esercizio della sua Firenze FPSO.

Questa floating production storage and offloading unit, che la coporation italiana aveva rilevato da Saipem, allora sua controllata, nel 2013, opera ormeggiata a 12 miglia al largo del porti di Brindisi, a supporto delle attività dei pozzi del giacimento petrolifero Aquila, posto a 850 metri di profondità e sfruttato a partire dal 1998, con riserve che inizialmente si attestavano attorno ai 22 milioni di barili di greggio.

L’Eni aveva richiesto al Ministero dell’Ambiente l’AIA per questa installazione il 28 febbraio 2015, e conseguentemente – come previsto dalla legge italiana, che con successivi interventi (l’ultimo dei quali datato 2014) ha introdotto nell’ordinamento nazionale i principi di integrated pollution prevention and control (IPPC) sanciti dall’Unione Europea – è stata formata una conferenza dei servizi.

Al termine della complessa procedura, in data 4 aprile 2017, il Ministero guidato da Gian Luca Galletti, ha quindi rilasciato all’Eni l’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio della Firenze FPSO: il permesso, subordinato ad una serie di condizioni relative al rispetto delle norme ambientali e alla programmazione delle attività di decommissioning, una volta che l’unità avrà completato il suo ciclo produttivo, avrà una durata di 10 anni a partire dalla pubblicazione dell’autorizzazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta lo scorso 3 maggio.

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