OFFSHORE: ANCHE LA GRECIA NEL MIRINO DELLE MAJOR A ‘CACCIA’ DI GAS

Complice la necessità di far quadrare conti pubblici pesantemente dissestati a causa della crisi degli ultimi anni, il governo greco ha deciso di cominciare a scommettere sulle risorse energetiche sottomarine, anche alla luce delle recenti scoperte in aree limitrofe alle acque territoriali elleniche.

Questo settore di attività, in Grecia, è sempre stato trascurato, ma ora l’interesse di operatori locali e major internazionali sembra in crescita: il ministero dell’energia di Atene ha infatti reso noto a fine maggio che due società estere, in partnership con Hellenic Petroleum, hanno chiesto un permesso per esplorazioni offshore nell’area a sud di Creta, a ovest di Cipro e a nord dell’Egitto.

Permessi nella stessa zona erano stati messi a gara già nel 2013, senza riscontrare tuttavia alcun interesse: ora però le cose sono cambiate da quando, in aree limitrofe, sono state scoperte enormi riserve di gas naturale. Tra queste il maxi-giacimento Zohr, operato dall’Eni, che dovrebbe entrare in produzione entro la fine di quest’anno, il Leviathan in Israele e recenti scoperte fatte dall’Eni nell’offshore della Libia.

Per questo – secondo la testata specializzata Petroleum Economist, che ha dedicato un approfondimento sul tema – la Grecia si è accorta di trovarsi ai confini di una nuova provincia del gas, un’area che si sta dimostrando molto ricca di risorse ancora non sfruttate, la quali, è la speranza di Atene, potrebbero trovarsi anche in acque territoriali elleniche.

Non è scontato che questa previsione si realizzi, e scavare dei pozzi esplorativi sarà decisamente costoso perché le acque sono molto profonde, ma le major dispongono già di una vasta serie di dati geologici raccolti durante le campagne in aree limitrofe del Mediterraneo Orientale, e compagnie come Total e Exxon, già molto attive nell’offshore di Cipro, potrebbero sfruttare economie di scala e sinergie espandendo le attività anche in acque greche.

 

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