OFFSHORE: ANCORA DEBOLE IL MERCATO DEI MEZZI NAVALI SPECIALIZZATI

La crisi che ha colpito l’industria oil&gas, dovuta in larga misura al basso prezzo del greggio, non ha ancora esaurito i suoi effetti, che si avvertono chiaramente anche sul mercato dei mezzi navali specializzati nel supporto alle operazioni offshore.

Secondo la società specializzata VesselsValue, infatti, quasi un terzo dell’intera flotta mondiale di mezzi offshore, sommando OSC (Offshore Supply Vessels), unità da perforazione e piattaforme, è attualmente in lay-up, ovvero in disarmo temporaneo. Si parla quindi di mezzi sostanzialmente fermi e inattivi, a causa appunto delle scarsa domanda di unità di questo tipo, dettata a sua volta dalla contrazione degli investimenti in nuovi progetti offshore.

In particolare, secondo il report di VesselsValue, a livello complessivo sono al momento fermi il 28% di tutti i mezzi marittimi dedicati all’industria dell’oil&gas, con tassi di inutilizzo che però variano sensibilmente a seconda delle tipologia di unità considerata.

I PSV (Platform Supply Vessels) sono le imbarcazioni il cui mercato appare più debole, con il 36% dell’intera flotta mondiale attualmente in lay-up, seguiti dagli AHTS (Anchor Handling Tug Supply) che registrano un tasso di inattività del 33%. Altre categoria di mezzi specializzati nel supporto alle piattaforme offshore (AHT, FSV, Ocean Tug, ERRV), registrano tassi di disarmo temporaneo compresi tra il 23% e il 27%.

Per quanto riguarda invece le unità specializzate nella perforazione di pozzi, quindi più direttamente coinvolte nell’attività industriale vera e propria del comparto offshore, i tassi di lay-up non si discostano poi molto, e vanno dal 31% registrato per i semi-submersibile rigs al 26% delle drillships fino al 17% dei jack-up rigs.

Si tratta – spiega VesselsValue a corredo del suo report – di stime, basate sull’analisi di big data e sui segnali di movimento delle imbarcazioni rilevati dai satelliti AIS, che se non posso fornire una fotografia esatta al decimale, sono più che sufficienti a dare la misura di un mercato ancora decisamente debole, di cui risentono oltre che le major anche tutti quegli operatori, compresi gli armatori specializzati in mezzi offshore, attivi nella fornitura di servizi di supporto all’industria oil&gas.

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