TAP: ALTRI 500 MILIONI DI FONDI EUROPEI CON L’APPOGGIO DEL GOVERNO ITALIANO

Nonostante meno di un mese fa il neo-Ministro dell’Ambiente Sergio Costa avesse pubblicamente definito il gasdotto TAP (Trans-Adriatic-Pipeline) “un’opera inutile”, assicurando che il progetto era “in fase di revisione” da parte del Governo italiano, la nuova infrastruttura nei giorni scorsi ha incassato un ulteriore e massiccio finanziamento europeo, al cui via libera avrebbe contribuito con il parere favorevole del proprio rappresentante anche l’esecutivo targato Lega-5 Stelle.

Il board della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, il 4 luglio scorso, ha infatti approvato un finanziamento a favore del TAP del valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, 500 milioni dei quali saranno forniti direttamente dall’istituto finanziario comunitario, mentre altri 700 milioni arriveranno tramite un prestito di sindacato a cui si sta già lavorando (risorse che si aggiungono a 1,5 miliardi di euro già garantiti nei mesi scorsi dalla Banca Europa degli Investimenti, a fronte di un costo complessivo dell’opera che dovrebbe raggiungere 4,5 miliardi di euro).

Nel comunicato della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo non viene spiegato quali membri del board abbiano votato a favore e quali contro, ma secondo l’agenzia di stampa Reuters la delibera sul nuovo finanziamento al TAP avrebbe incassato il parere favorevole del membro italiano (Filippo Giansante), che siede nel board dell’istituto in rappresentanza del Ministero dell’Economia e delle Finanza, e quindi è diretta emanazione dell’esecutivo di Roma.

Un passo avanti significativo per il nuovo gasdotto, sviluppato dalla società TAP AG – partecipata da BP (20%), SOCAR (20%), Snam (20%), Fluxys (19%), Enagás (16%), e Axpo (5%) – nell’ambito del più vasto progetto del South Gas Corridor, infrastruttura che dovrà trasportare in Turchia (attraverso una condotta dedicata chiamata TANAP-Trans Anatolian Pipeline) e nell’Europa meridionale il gas naturale estratto nel giacimento Shah Deniz, in Azerbaijan. Proprio nei giorni scorsi, con l’avvio della fase 2 del campo estrattivo, è stato consegnato il primo gas in Turchia, mentre l’allaccio del TANAP al TAP, e quindi il completamento dell’intera linea di pipeline, dovrebbe avvenire durante il 2019.

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