TRATTATIVE RUSSIA-UCRAINA SUL TRANSITO DEL GAS: L’UE RIVENDICA IL RUOLO DI MEDIATORE

L’Europa intende giocare un ruolo di primo piano nelle trattative in corso tra Mosca e Kiev per il rinnovo del contratto di transito, via pipeline, del gas russo attraverso il territorio ucraino.

Secondo quanto riferito dalla Reuters, infatti, il Commissario europeo all’energia (attualmente ancora in carica Miguel Arias Cañete, anche se l’agenzia di stampa non lo cita per nome; ndr) ha recentemente dichiarato che l’UE “farà tutto quanto in suo potere per facilitare la trattativa”.

I tempi, come noto, sono stretti, perché l’attuale contratto scade il prossimo gennaio, mentre un esito positivo è tutt’altro che scontato. I rapporti fra i due Paesi sono storicamente tesi, almeno da quando Mosca decise di annettere la Crimea nel 2014, e numerosi ultimamente sono stati i contenziosi tra Gazprom e la compagnia energetica ucraina Naftogaz.

D’altra parte, Kiev nutre non poche preoccupazioni riguardo i piani di Mosca, che sono ben noti e prevedono di spostare il grosso dei flussi di gas diretto in Europa più verso nord, non appena sarà ultimato e operativo il nuovo gasdotto Nord Stream 2. Oltre a perdere le ricche ‘fee’ pagate dalla Russia per il transito del gas, l’Ucraina infatti non potrebbe più attuare l’attuale schema, grazie al quale trattiene una parte del flusso di gas pompato da Gazprom verso l’Europa, per distribuirlo alle sue regioni interne centro-orientali, e reimmette nelle condotte la stessa quantità di gas dai suoi depositi di stoccaggio che sono ubicati nell’area occidentale del Paese.

Per trovare una soluzione, i rappresentanti di Russia, Ucraina e Commissione UE si incontreranno a Bruxelles il prossimo 19 settembre, ed è in questa occasione che l’Unione Europea proverà a far valere il suo peso come mediatore della vicenda: un accordo “è molto importante per il ruolo di entrambi i paesi nel futuro scenario del commercio di gas, e noi ci stiamo preparando a queste trattative con mente aperta, perché è necessario trovare una soluzione” ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Europea Maros Sefcovic.

Sefcovic – sempre secondo la ricostruzione della Reuters – ha quindi specificato che la decisione di organizzare questo meeting a Bruxelles il 19 settembre prossimo era stata presa prima che la Corte Europea di Giustizia (su richiesta della Polonia) deliberasse, nei giorni scorsi, la sospensione di una precedente decisione della Commissione, la quale a sua volta aveva cancellato l’obbligo, per Gazprom, di utilizzare solo il 50% della capacità del gasdotto Opal, pipeline che collega il Nord Stream con la Germania (consentendo di fatto al fornitore russo di aumentare i volumi di gas distribuiti in Europa).

Lo scenario resta quindi complesso, caratterizzato dall’interazione tra strategie aziendali e scelte di natura geopolitica. Per questo l’esito dei negoziati non è affatto scontato, come ha recentemente confermato il nuovo primo ministro ucraino Oleksiy Honcharuk, il quale però ha tenuto anche ad assicurare, riferisce la Reuters, che Naftogaz ha già stoccato 19 miliardi di metri cubi di gas (che dovrebbero arrivare a 20 prima dell’inizio dell’autunno), una quantità sufficiente per consentire al Paese di affrontare serenamente l’invero, e alle autorità politiche di affrontare la trattativa con la Russia senza subire la minaccia di una carenza di gas durante la stagione più fredda.

 

 

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