sabato, Settembre 18, 2021

DOPO LE NUOVE SANZIONI DI TRUMP TOTAL CHIUDE LE SUE ATTIVITA’ IN IRAN

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A pochi giorni di distanza dall’annuncio del Presidente americano Donald Trump di nuove sanzioni nei confronti dell’Iran, la corporation francese Totale ha formalmente comunicato la sua intenzione di interrompere i progetti in corso nel Paese mediorientale.

In particolare, in una nota, Total fa riferimento al South Pars 11 (SP11), giacimento di gas che il gruppo parigino, in partnership con la cinese Petrochina, avrebbe dovuto sviluppare per soddisfare il consumo interno iraniano, ma che ora verrà sospeso.

Come conseguenza dalla decisione presa dal Governo di Washington l’8 maggio scorso – spiega Total – l’azienda non è più nella posizione di proseguire con lo sviluppo del progetto SP11 e interromperà tutte le operazioni collegate entro il 4 novembre 2018. In stretto contatto con le autorità americane, europee e francesi, Total sta quindi valutando le modalità con cui rescindere il contratto con lo stato iraniano senza incorrere in alcun tipo di sanzioni secondarie che verranno reintrodotte nella legislazione americana.

La major transalpina, infatti, non può esporsi a sanzioni statunitensi, i cui effetti – per stessa ammissione della società – sarebbero particolarmente impattanti: Total rischierebbe di perdere i finanziamenti in dollari da parte delle banche americane per le sue attività internazionali (gli istituti USA al momento sono coinvolti nel finanziamento del 90% dei progetti di Total), potrebbe perdere i propri azionisti americani, che rappresentano il 30% del capitale azionario del gruppo, e rischierebbe di dover interrompere le proprie attività negli Stati Uniti, dove al momento sono investiti capitali per un ammontare complessivo di 10 miliardi di dollari.

Alla luce di tale circostanza – si conclude quindi la nota di Total – l’azienda non prenderà nessun ulteriore impegno in relazione al progetto SP11, che al momento è costato circa 40 milioni di euro e la cui chiusura non impatterà sul target di crescita della produzione del 5% previsto tra 2016 e 2022.

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