lunedì, Giugno 21, 2021

L’OMC 2017 SI APRE A RAVENNA CON IL RINNOVATO IMPEGNO DELL’ENI NELL’OFFSHORE ADRIATICO

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La fiera OMC Offshore Mediterranean Conference & Exhibition di Ravenna, inaugurata ieri 29 marzo e giunta quest’anno alla sua 13esima edizione, si candida quale luogo di confronto tra i principali player del settore energetico a livello globale, per affrontare le nuove sfide legate alla ‘decarbonizzazione’ e alla transizione verso fonti sostenibili.

Di questo hanno parlato esponenti di spicco delle istituzioni e dell’industria durante il convegno inaugurale della kermesse, intitolato “Transizione verso un mix energetico sostenibile: il contributo dell’industria Oil&Gas” durante il quale, dopo un saluto del Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, e del Sindaco di Ravenna Michele De Pascale, il Presidente dell’OMC 2017 Innocenzo Titone ha ricordato come l’ Offshore Mediterranean Conference & Exhibition voglia proporsi quale “arena di confronto sui temi energetici mondiali puntando sulla ricerca di soluzioni tecnologiche per contrastare il cambiamento climatico, l’avvio di numerosi progetti di generazione elettrica basati su fonti rinnovabili e l’impegno a un maggiore utilizzo del gas che rimane il combustibile fossile più ecosostenibile e che vedrà un aumento del consumo totale e un maggior peso nel mix energetico all’insegna della sostenibilità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente”.

Tra i protagonisti dell’evento il CEO dell’Eni Claudio Descalzi, che ha ricordato come la corporation italiana abbia definito “una strategia di decarbonizzazione, che si basa sull’integrazione tra il nostro business tradizionale e l’energia da fonti rinnovabili, sfruttando tutte le possibili sinergie industriali, logistiche e commerciali. In questa ottica, la scoperta di Zohr rappresenta un punto di svolta, in quanto lo sviluppo del più grande giacimento di gas del Mediterraneo unito alla realizzazione di progetti in ambito rinnovabile può diventare un modello unico verso la transizione energetica”.

Descalzi ha poi parlato di varie questioni di attualità riguardanti l’azienda di San Donato, e proprio in relazione al giacimento Zohr ha assicurato che, dopo le recente cessione del 30% a Rosneft e del 10% a BP, l’Eni intende mantenere per se il restante 60%. Descalzi ha poi confermato, con un annuncio che era tanto atteso quanto auspicato dal cluster marittimo ravennate – provato da anni di crisi internazionale dell’oil&gas ma anche e soprattutto da un decennale blocco degli investimenti nell’offshore dell’Adriatico –, un piano di interventi da 450 milioni di euro proprio su Ravenna.

A livello internazionale, invece, il numero uno del colosso energetico nazionale ha ribadito l’interesse per il gasdotto Turk Stream, mentre per ciò che riguarda il North Stream l’Eni non sarà in alcun modo coinvolta.

Al convegno inaugurale dell’OMC 2017 era presente tra gli altri anche il Ministro del Petrolio dell’Egitto, Tarek El Molla, che ha voluto ricordare “lo stretto legame tra Ravenna e Alessandria che esiste fin dai tempi dei Romani, e che si è sviluppato in epoca contemporanea a partire dal 2000 attraverso la collaborazione tra OMC e MOC, una partnership che collega il Mediterraneo da nord a sud. Il Mediterraneo è una fonte importante di energia per l’Europa ed è per questo motivo che sono qui a OMC e a Ravenna questa settimana. Noi continueremo la discussione del ruolo dell’Egitto come un nuovo hub energetico del Mediterraneo a MOC nel mese di aprile del prossimo anno”.

Marc Benayoun, Amministratore delegato di Edison, ha infine ricordato l’importanza strategica del gas naturale nell’ambito di una transizione energetica verso fonti sostenibili: “Siamo fortemente convinti che l’Italia debba avere una posizione forte e integrata in questo settore non solo per preservare la catena del valore nell’attività di produzione, ma anche e soprattutto per garantire la competitività delle imprese italiane. In Italia il gas rappresenta più della metà della produzione di idrocarburi di Edison e il 40% delle nostre riserve: questo spiega il rinnovato interesse che abbiamo per lo sviluppo di nuovi giacimenti di gas che ora hanno una nuova rilevanza alla luce dell’ottimizzazione dei costi di sviluppo e di un contesto autorizzativo favorevole”.

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