ARRIVATO ANCHE L’OK DELLA DANIMARCA (L’UNICO CHE MANCAVA) AL GASDOTTO NORD STREAM 2

E’ una buona notizia, per la Russia e per Gazprom, quella appena arrivata da Copenaghen: la Danish Energy Agency ha infatti concesso il suo permesso per la costruzione della porzione del gasdotto Nord Stream 2 che transiterà nella acque territoriali e nel continental shelf danese. L’ultimo che mancava a Nord Stream 2 AG (società controllata da Gazprom, ma finanziata da numerose major internazionali) per poter completare l’opera, che oltre a quelle danesi attraversa le acque territoriali di Finlandia, Svezia e Germania, tutti paesi che avevano già dato il loro benestare.

Già la scorsa estate la società che sta realizzando la pipeline, la cui valenza è fondamentale anche dal punto di vista geopolitico, consentendo alla Russia di raggiungere i mercati di destinazione del centroeuropei bypassando un Paese non molto amico di Mosca come l’Ucraina, aveva annunciato di aver posato i 2/3 della condotta, ma di essersi fermata coi lavori proprio a causa della mancanza del via libera di Copenaghen, che secondo Gazporm aveva motivazioni politiche e non tecniche.

È ovviamente diversa la ricostruzione della vicenda fornita nel suo comunicato dalla Danish Energy Agency (DEA), secondo cui il tempo intercorso tra la prima richiesta avanzata da Nord Stream 2 nel 2017 e il recente parere favorevole è stato necessario ad individuare il percorso migliore per la condotta, ovvero quello meno impattante sia dal punto di vista ambientale che sulle attività di trasporto marittimo di quel tratto di mare nazionale. Alla fine, tra le diverse rotte proposte, la DEA ha scelto la più corta tra le due che prevedevano un passaggio nel continental shelf a sud est di Bornholom (scartata per ragioni ambientali quella che passava a nord ovest). Decisione presa dopo una consultazione pubblica e un intenso confronto con le altre autorità danesi interessate alla materia.

Ora che l’ok è arrivato, Nord Stream 2 AG potrà partire con la posa dell’ultimo tratto delle due condotte parallele di cui si compone il gasdotto, che saranno lunghe in totale 1.230 Km ciascuna e capaci di trasportare dalla Russia alla Germania 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Al momento – come si legge sul sito di Nord Stream 2 AG – sono stati posati oltre 2.100 Km di condotte e sono ormai completi i tratti offshore nelle acque di Russia, Finlandia e Svezia, mentre la posa del tratto in acque tedesche è quasi terminata. Sono vicini al completamento anche i tratti terrestri della condotta in Russia e in Germania.

L’obbiettivo di Mosca era quello di immettere il first gas nel Nord Stream 2 entro la fine 2019, quando scadrà l’attuale contratto di transito del gas russo attraverso l’Ucraina, per poter così avere un’alternativa praticabile in tempo utile in caso le diplomazie dei due Paesi, con la ‘supervisione’ dell’Unione Europa, non riuscissero a raggiungere un rinnovo del contratto in scadenza.

Difficile dire se nel poco tempo rimasto l’opera potrà essere completata, o se invece sarà necessario far slittare l’inaugurazione del nuovo gasdotto al 2020.

 

 

 

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