giovedì, Aprile 22, 2021

FRANCO NANNI, PRESIDENTE DEL ROCA, FA IL PUNTO SUL SETTORE OFFSHORE IN VISTA DELL’OMC 2017

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In vista dell’inaugurazione dell’OMC 2017, fiera internazionale dedicata all’oil&gas che prenderà il via il prossimo 29 marzo a Ravenna, Franco Nanni, Presidente del ROCA – associazione che raccoglie 40 aziende della città romagnola attive nell’industria offshore – fa il punto sullo tato di salute del settore, “che ancora soffre a causa del blocco degli investimenti da parte delle oil major internazionali”.

“Nel 2017 – spiega Nanni a OilGas News – il prezzo del greggio sta tornando a salire, ma l’effetto sul settore delle estrazioni offshore non sarà immediato: le riserve petrolifere sono ancora elevate e gli investimenti stentano a ripartire”.

Nanni cerca comunque di mantenere un atteggiamento ottimista, anche se, numeri alla mano, non è facile: “In Italia, a causa della crisi ma anche dei ben noti impedimenti burocratici, non si fanno investimenti da oltre 10 anni, e le aziende del distretto ravennate dell’offshore ne risentono: dal 2014 ad oggi gli occupati dal comparto sono scesi da 8.800 a 5.400 unità, e molte società stanno diversificando il proprio business per sopravvivere, causando però un perdita di tecnologie ed esperienze”.

Quella che manca, al momento, sembra la volontà di agire, perché le occasioni ci sarebbero: “Abbiamo ancora importanti riserve di gas naturale in Adriatico, dove si potrebbero installare 50 nuove piattaforme, ognuna delle quali potrebbe generare 200.000 giornate lavorative per i contractors del distretto di Ravenna e parallelamente incrementare la produzione domestica con beneficio per la bilancia nazionale dei pagamenti, senza considerare poi le grandi risorse nelle acque profonde del Mediterraneo” assicura il Presidente del ROCA, che come associazione sta facendo pressioni nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico affinché si sblocchino gli investimenti nel settore oil&gas italiano.

Inoltre, sempre il MISE potrebbe immediatamente dare il via libera alla rimozione delle piattaforme dismesse (decommissioning), “attività che ovviamente non va considerata come la fine dell’industria offshore, ma anzi come un suo naturale proseguimento con ricadute positive dal punto di vista occupazionale”.

Parlando poi dell’edizione 2017 della fiera OMC, Nanni si dice convinto che il tema scelto – ovvero ‘Transizione verso un mix energetico sostenibile: il contributo dell’industria dell’Oil&gas’ – favorirà un moderno approccio ai temi dell’attività estrattiva, valorizzando la costante ricerca scientifica e tecnologica messa a punto in questi decenni e utilizzandone i frutti per raggiungere un equilibrato mix tra politica energetica e sostenibilità.

“L’evento di Ravenna – conclude il Presidente del ROCA – mantiene sempre una grande attrattiva, anche se quest’anno sarà difficile ripetere i numeri di affluenza del 2015, visto che tutti gli operatori del settore hanno ridotto le spese a causa del crollo del prezzo del greggio e della conseguente debolezza del mercato”.

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