giovedì, Dicembre 1, 2022

HIGAS PRONTA A RIGASSIFICARE A ORISTANO SE LA DORSALE SARDA SI FARA’ DAVVERO

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Se la famosa dorsale sarda – il gasdotto che dovrebbe ‘irrorare’ di metano l’isola da nord a sud – si farà davvero, Higas, la società controllata (con il 66,25%) dall’armatore internazionale Avenir LNG e partecipata (con quote paritetiche) dalla livornese Gas and Heat e dalla cooperativa modenese CPL Concordia che sta realizzando un nuovo deposito di GNL nel porto di Oristano, è pronta a installare nel suo insediamento anche un’unità di rigassificazione con cui alimentare l’eventuale pipeline.

A confermarlo è Claudio Evangelisti, Amministratore delegato di Higas e di Gas and Heat, in occasione della conferenza stampa indetta per celebrare l’arrivo a Oristano dei primi 3 serbatoi, su 6 in totale (10 metri di diametro e 130 tonnellate di pesi ciascuno), che costituiranno la capacità di stoccaggio del terminale (10.000 metri cubi), costruiti dalla stessa azienda toscana: “Il nostro obbiettivo nel breve e medio termine – ha chiarito Evangelisti – è quello di rifornire dal deposito di Oristano, via autobotte, clienti sardi, o anche depositi che siano poi dotati di impianti di rigassificazione collegati a piccole reti locali”. Si parte dal contratto già in corso con il consorzio 3A di Arborea, “che al momento – prosegue l’imprenditore livornese – riforniamo di GNL con 2 o 3 camion a settimana che caricano a Marsiglia, arrivano fino al porto di Livorno, si imbarcano su traghetti per raggiungere la Sardegna e consegnare quindi il carico al cliente finale”. Quando il deposito sarò operativo, “evidentemente potremo accorciare la catena logistica di questo nostro cliente storico, e poi puntare a ottenere nuovi contratti”.

Ampliando l’orizzonte, però, c’è inevitabilmente la questione ‘dorsale’ sul tavolo: la Regione Sardegna ha completato l’iter autorizzativo dell’opera e il dossier ora è sul tavolo del Ministero dell’Ambiente, in attesa di un definitivo via libera sulle cui tempistiche, però, nessuno si sbilancia.

“Noi siamo già in contatto con Enura (la joint-venture tra Snam e Società Gasdotti Italia che dovrebbe realizzare la pipeline) e abbiamo manifestato la nostra disponibilità a investire nell’ingegneria e nella richiesta delle necessarie autorizzazioni per l’inserimento di un’unità di rigassificazione aggiuntiva. Sempre che il progetto della dorsale venga definitivamente approvato”.

Infine il bunkeraggio di GNL per la navi con alimentazione ibrida: “Anche su questo fronte – ha assicurato il numero uno di Higas – ci stiamo muovendo e puntiamo soprattutto al settore delle crociere, tra i più sensibili ai temi ambientali e quindi più avanti nel passaggio al gas liquefatto come carburante pulito”.

Nel frattempo, sulla banchina di Oristano – per cui Higas, proprio nei giorni scorsi, ha ottenuto una concessione demaniale di 25 anni dall’Autorità di Sistema Portuale, diventando a tutti gli effetti un terminalista – i lavori procedono: dopo questi primi 3 serbatori, Gas and Heat ne spedirà altri 4 entro i primi mesi del 2020 (3 completeranno il sistema di stoccaggio del GNL, e un 4° servirà a raccogliere il gas generato dalle operazioni di sbarco nave, detto ‘boil off’).

L’impianto sarà quindi pronto ad operare durante l’estate del prossimo anno, come ha annunciato ad Oristano Mauro Evangelisti, Presidente di Gas and Heat: “La prima nave metaniera approderà alla banchina del nuovo terminal il 6 agosto 2020, in linea con il nostro cronoprogramma che stiamo pienamente rispettando. Con questo progetto Higas ha dimostrato che, anche in Italia, se c’è la volontà le cose si possono fare davvero”.

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