giovedì, Dicembre 1, 2022

Kazakistan, la crisi politica mette a rischio i nostri investimenti energetici

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“L’Italia segue con grande preoccupazione i gravi eventi che stanno avendo luogo in Kazakhstan, Paese al quale è legata da rapporti di amicizia e da un solido partenariato economico”. L’Epifania, il 6 gennaio scorso, non è stata propriamente un evento esaltante per i nostri rapporti internazionali. Le proteste contro le storture del regime di Kassym-Jomart Tokayev seguono al periodo negativo della pandemia, che ha fatto precipitare, dal 2019 a oggi, le esportazioni italiane da 1088,3 milioni di euro a 362,3 milioni (periodo gennaio-settembre 2021).

Come se non bastasse, l’Italia, secondo i dati ICE, nel 2019, ha visto i propri investimenti in Kazakistan raggiungere la quota dei 671 milioni di euro, trainata dal comparto dell’oil & gas, con protagonisti come Saipem, Maire Tecnimont e Valvitalia (tecnologie per gli impianti energetici) e Tenaris (tubature per l’industria petrolifera). In Kazakistan opera dal 1992 l’Eni, sia nel settore degli idrocarburi che in quello delle energie rinnovabili. Una presenza che nel 2020 ha prodotto 40 milioni di barili di petrolio e condensati e 2,9 miliardi di metri cubi di gas. Nello stesso anno, la società disponeva in territorio kazako di 48 megawatt di capacità eolica installata e di 50 MW di capacità solare.

Per quanto riguarda le risorse fossili, Eni è attiva nel giacimento onshore di Karachaganak, che l’anno scorso ha prodotto 239.000 barili al giorno di idrocarburi liquidi e 27 milioni di metri cubi al giorno di gas naturale. I liquidi estratti a Karachaganak vengono destinati principalmente alla vendita tramite il gasdotto Caspio e la condotta Atyrau-Samara, legata ai sistemi di export russi. La metà del gas prodotto, invece, viene venduto alla centrale di Orenburg in Russia. Nel 2018 Eni è diventata operatrice anche del blocco offshore di Isatay, assieme alla compagnia energetica statale kazaka KazMunayGas. Nel 2019 le due società hanno firmato un accordo sull’esplorazione di risorse fossili nel blocco di Abay, nel mar Caspio.

Lo scorso luglio Eni e KazMunayGas hanno siglato degli accordi per lo sviluppo di progetti sulle energie rinnovabili, l’idrogeno e i biocombustibili.

(sintesi informativa tratta dal portale StartMag – startmag.it)

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