venerdì, Gennaio 27, 2023

L’energia (che non raddoppia più) da quali fonti arriverà? – PAROLE DI SCIENZA (a cura di ROBERTO VACCA)

Must read

CNH approva le dimissioni di Repsol nei due blocchi delle acque pocoprofonde del Golfo

La compagnia spagnola in totale lascerà cinque aree nel Golfo del Messico e nemanterrà soltanto uno che si trova in acque profonde.La Commissione Nazionale...

Argentina. La giustizia autorizza l'esplorazione in mare aperto

La Corte Federale d'Appello ha autorizzato alla compagnia petrolifera nazionale YPF laripresa della ricerca di gas e petrolio nel mare argentino, stabilendo però che...

Snam acquista 5 i nuovi impianti di biogas agricolo in Veneto e Friuli Venezia-Giulia

IES Biogas, controllata di Snam4Environment, società del gruppo Snam attiva nel settore del biometano e dell'economia circolare, ha acquistato cinque impianti di biogas agricolo...

Eni si candida in UK per una licenza di stoccaggio di CO2 nel giacimento di Hewett

Eni UK annuncia di aver sottoposto alla North Sea Transition Authority (NSTA) la candidatura per una licenza di stoccaggio di anidride carbonica nel giacimento...

Nel 1950 ascoltai la lezione di un professore dell’ultimo anno del corso di Ingegneria Elettrotecnica che diceva: “Produzione e consumo annuali di energia raddoppiano ogni 10 anni”. Non aggiunse, quindi, che il tasso annuale medio di aumento corrispondente sarebbe stato di circa il 7%, né che, ovviamente, avrebbe dovuto diminuire presto (niente al mondo può crescere indefinitamente). Infatti, la produzione annuale dell’energia mondiale stava già rallentando al 5% e raddoppiò, non in 10 anni, ma solo nei 15 anni seguenti, da 1.800 a 3.600 Milioni di Tonnellate di petrolio equivalente (MTOE).


L’ultimo raddoppio è avvenuto da 7.000 a 14.000 MTOE nei 35 anni dal 1984 al 2019 con un tasso annuale del 2 % (Uso i dati fino al 2019: la diminuzione dovuta al Covid del 2020 non è significativa). Attualmente produzione e consumo continuano a crescere. I miei calcoli basati sulle equazioni di Volterra, indicano che la produzione di energia mondiale non raddoppierà più, ma crescerà del 60%, raggiungendo un asintoto di 22.400 MTOE verso il 2080 con un tasso annuale di crescita medio di circa l’1,2 %. Queste previsioni sono empiriche, ma molto plausibili: con le equazioni differenziali che utilizzo, sono stati previsti correttamente gli andamenti (di crescita o declino) di grandi processi demografici, tecnologici e socio-economici.


Per tentare di prevedere la ripartizione futura fra le quattro fonti dell’energia primaria – gas, petrolio, carbone, rinnovabili (cioè nucleare + idroelettrica + eolica + geotermica) di cui ho analizzato separatamente le serie storiche – fino a qualche decennio fa si riteneva che si stesse verificando un’alternanza periodica tra le fonti primarie, con prevalenza del legno (fino al 1883), del carbone (fino al 1965), del petrolio e – in avvenire – del gas. La mia analisi conferma una decrescente importanza relativa di petrolio (26% del totale) e carbone (23%), un forte incremento del contributo del gas naturale (34%) e un modesto incremento delle rinnovabili (17%). Queste ultime incontrano difficoltà nell’eolico e nell’idroelettrico per ragioni paesaggistiche, nel nucleare per timore dei rischi, nel geotermico per la distanza fra possibili fonti e grandi utenze. In generale sono notevoli le resistenze a dismettere centrali di produzione ancora efficienti.


Sembra, quindi, improbabile che vengano raggiunti obiettivi ambiziosi nel limitare o eliminare le emissioni di CO2 considerate – discutibilmente – fattore principale del riscaldamento globale. La decarbonizzazione è promessa per il 2035 dagli Stati Uniti per la produzione di energia, e nello specifico da Toyota e General Motors per i veicoli prodotti nelle loro fabbriche. Una decarbonizzazione totale è programmata per il 2050 dall’Unione Europea e per gli ultimi decenni del secolo dall’United Nations Environment Program. Gli andamenti futuri del settore energetico saranno influenzati da eventuali invenzioni e innovazioni tecnologiche e da ulteriori miglioramenti dei rendimenti.


È purtroppo lento l’avvento della rivoluzione che dovrebbe portare la Tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione a ottimizzare non solo gli usi dell’energia, ma – ben a monte – ogni attività umana. Una programmazione basata su raccolta, disseminazione e integrazione in tempo reale di dati, consentirebbe risparmi, oltre che energetici, anche di tempo, di risorse naturali e umane. Per realizzarla in ogni settore della società, dovremmo anche innalzare la percentuale della popolazione che raggiunga l’educazione terziaria e la qualità di tutti i mezzi di comunicazione di massa. Dovrebbero essere ovvii gli spinoff positivi di una simile impresa che arruoli individui ed enti pubblici e privati.

Roberto Vacca, 21 febbraio 2022

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Latest article

CNH approva le dimissioni di Repsol nei due blocchi delle acque pocoprofonde del Golfo

La compagnia spagnola in totale lascerà cinque aree nel Golfo del Messico e nemanterrà soltanto uno che si trova in acque profonde.La Commissione Nazionale...

Argentina. La giustizia autorizza l'esplorazione in mare aperto

La Corte Federale d'Appello ha autorizzato alla compagnia petrolifera nazionale YPF laripresa della ricerca di gas e petrolio nel mare argentino, stabilendo però che...

Snam acquista 5 i nuovi impianti di biogas agricolo in Veneto e Friuli Venezia-Giulia

IES Biogas, controllata di Snam4Environment, società del gruppo Snam attiva nel settore del biometano e dell'economia circolare, ha acquistato cinque impianti di biogas agricolo...

Eni si candida in UK per una licenza di stoccaggio di CO2 nel giacimento di Hewett

Eni UK annuncia di aver sottoposto alla North Sea Transition Authority (NSTA) la candidatura per una licenza di stoccaggio di anidride carbonica nel giacimento...

YPFB investirà nel sistema di distribuzione del gas naturale di Puerto Suárez

Il sistema di distribuzione del gas naturale andrà a beneficio del settore produttivo della città di Puerto Suárez (al confine con il Brasile), poiché...