NUOVE NAVI E NUOVE ALLEANZE PER L’ENI

E’ un periodo intenso per l’Eni, che ha appena annunciato di aver siglato un MoU (Memorandum of Understanding) con Gazprom in base al quale le due corporation energetiche esprimono il proprio interesse ad analizzare le prospettive di cooperazione nell’ambito dello sviluppo del corridoio sud di importazione di gas russo verso l’Europa, Italia inclusa, e ad aggiornare gli accordi relativi alle forniture di gas Russia-Italia, oltre a considerare nuove opportunità nel segmento del GNL.

In Indonesia, invece, il gruppo italiano ha battezzato la FPU (Floating Production Unit) Jangkrik, mezzo realizzato dalla società collegata (anche se ormai non più direttamente controllata) Saipem nei suoi cantieri indonesiani di Karimun. Questa nuova unità navigherà ora verso la sua destinazione finale, ovvero il cosiddetto Jangkrik complex, nel blocco Muara Bakau ubicato nel bacino del Kutei, nelle acque dello stretto di Makassar, di cui Eni, attraverso la controllata Eni Muara Bakau B.V, è operatore con una quota del 55%, mentre gli altri partner sono Engie E&P con il 33.33% e PT Saka Energi Muara Bakau con 11.66%.

La FPU Jangkrik, con una capacità di trattamento di 450 milioni di piedi cubi standard di gas al giorno (mmscf/d), sarà collegata a 10 pozzi di produzione sottomarini in acque profonde e tratterà a bordo il gas estratto immettendolo poi in un nuovo gasdotto da 79 Km che raggiungerà l’impianto di liquefazione di Bontang Una volta ancorata e collegata, la nuova Floating Production Unit consentirà all’Eni di produrre il ‘first gas’ del blocco Muara Bakau a tre anni e mezzo dal sanzionamento.

Da segnalare poi il contratto che l’Eni ha affidato – tramite Eni Ghana E&P, joint-venture con Ghana National Petroleum Company e Vitol – a TechnipFMC, società nata dalla fusione tra la francese Technip e la americana FMC Technologies (di Houston, Texas), relativo alla progettazione e alla costruzione della struttura terrestre di Sanzule che dovrà ricevere il gas prodotto nel giacimento Sankofa, nell’ambito del progetto Offshore Cape Three Points. Per questa attività, l’Eni ha da poco preso in consegna un altro mezzo navale, la FPSO (floating production, storage and offloading) John Agyekum Kufuor, che è stata costruita a Singapore e che – con una capacità di trattamento oli di 58.000 barili al giorno (bbls/d) e una capacità di trattamento gas di 5,93 milioni di metri cubi standard al giorno (mmsm3/d) – arriverà presso la sua destinazione finale nell’offshore del Ghana il prossimo aprile.

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