martedì, Ottobre 26, 2021

OFFSHORE ADRIATICO ‘BLOCCATO’: GLI OPERATORI DI RAVENNA FANNO BUSINESS ALL’ESTERO

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Dopo lunghi anni, oltre 10, di immobilismo pressoché totale, presto potrebbe muoversi qualcosa nell’industria offshore del Mar Adriatico, il cui fiorire negli anni ’70 del secolo scorso aveva consentito la nascita di una nutrita schiera di contractor locali riuniti nell’hub di Ravenna.

In occasione della recente fiera OMC, svoltasi nella città romagnola, il CEO dell’Eni Claudio Descalzi ha infatti annunciato nuovi investimenti sul territorio per 450 milioni di euro, e ora le aziende locali attive a vario titolo nell’industria dell’oil&gas attendono con ansia che, il prossimo 10 aprile, con un apposito incontro intitolato “Eni Upstream a Ravenna – presentazione programma quadriennale 2017-2020 degli investimenti e delle attività”, i vertici della oil major italiana spieghino nel dettaglio i loro piani per l’offshore adriatico.

In attesa però che qualcosa si muova, le aziende del cluster ravennate non sono rimaste ferme, ed anzi si sono attivate per poter spendere sullo scacchiere internazionale il patrimonio di competenze costruito in patria nei decenni passati.

Tra le iniziative più recenti da segnalare, in questo senso, quella di Fiore Casa di Spedizioni, che proprio in questi giorni sta inaugurando una nuova filiale in Kazakistan, nonché il primo contratto ottenuto in Messico da SEA, società specializzata in lavori sottomarini già molto attiva in Sud America.

Fiore, nata a Ravenna nel 1960 proprio per supportare gli operatori che in quegli anni iniziavano le attività di perforazione e produzione di idrocarburi nel Mare Adriatico, offre servizi di spedizione, pratiche doganali, logistica e agenzia marittima con un particolare focus sull’industria oil&gas, senza tuttavia trascurare altri settori come per esempio le materie prime destinate al distretto della ceramica. “Ma – spiega il titolare Manlio Fiore – l’immobilismo degli ultimi anni ha colpito anche la nostra azienda, che ha visto ridursi fatturato e addetti. E’ per questo che abbiamo deciso, dopo aver già aperto con successo una sede a Houston, in Texas, di inaugurare la nuova filiale Fiore Kazakistan”.

Nel paese dell’Asia centrare, operando in stretta collaborazione con partner locali, Fiore offrirà un servizio completo di logistica per l’oil&gas e di spedizioni doganali di componenti e impiantistica: “Il contesto è certamente complesso, ci abbiamo messo più di sei mesi ad aprire, ma in quell’area il mercato delle estrazioni di idrocarburi è in continua crescita, e siamo certi possa offrirci importanti opportunità di sviluppo”, cosa che – ricorda Fiore – da tempo l’Adriatico non sta più facendo, “almeno finché l’Eni non darà avvio a nuove perforazioni o quantomeno al decomissioning delle piattaforme giunte al termine del ciclo produttivo, cosa che potrebbe comunque portare lavoro per i contractor locali”.

Ragioni analoghe a quelle che hanno portato SEA, società nata a Ravenna negli anni ’70 e attiva, con propri equipaggiamenti e mezzi navali, nei dragaggi speciali e soprattutto in interventi di post-trenching (interramento) di condotte e cavi sottomarini, a puntare ormai da tempo sul mercato del Sud America e ad entrare recentemente anche su quello messicano.

“Abbiamo ottenuto da Permaducto, una controllata della oil major nazionale Pemex, un contratto per all’interramento di una condotta offshore da 20’’ lunga 7 km, in profondità d’acqua compresa tra 55 e 75 metri”, spiega Guido Ballestri. “Porteremo in loco, a partire dalle prossime settimane, nostra attrezzatura e 10 tecnici, che inizieranno a lavorare dal prossimo giugno in collaborazione con il contractor locale Drebbel, che fornirà il mezzo navale Bordelon Sheila (di proprietà della compagnia americana Bordelon Marine) e un ROV”.

Questo primo incarico messicano potrebbe aprire a SEA un nuovo mercato, sulle cui prospettive Ballestri si dice “molto ottimista”, che si affiancherebbe a quello del Brasile, dove l’azienda di Ravenna opera ormai da molti anni e dove dispone anche di propri uffici e di un deposito (oltre al quartier generale romagnolo, la società dispone di una propria sede anche a Malta): “Da un paio d’anni anche nel paese carioca il mercato è fermo a causa della crisi politica in corso, ma siamo fiduciosi sul fatto che entro il 2018 Petrobras, con cui in passato abbiamo più volte lavorato, riattiverà il suo piano di sviluppo con nuovi investimenti”.

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