PER L’ENI NOVITA’ OFFSHORE IN ARRIVO DALL’EGITTO E DALL’ANGOLA

L’Eni ha segnalato una serie di novità relative alle proprie attività offshore in Egitto e in Angola.

Nel Paese dei faraoni, infatti, la corporation italiana ha ottenuto del Governo il via libera alla cessione di una quota rilevante della nella concessione di Nour, situata nel prolifico bacino del Delta del Nilo orientale del Mar Mediterraneo, a circa 50 km al largo della costa, in acque profonde da 50 a 400 metri e copre un’area totale di 739 km2, dove il ‘cane a sei zampe’ sta attualmente scavando un pozzo esplorativo.

Il 25% delle quote della concessione è stato ceduto a BP, nell’ambito di un programma di rafforzamento della partnership già in essere tra le due oil major, mentre un altro 20% di Nour è stato ceduto a Mubadala Investment Company.

Nella concessione, che è in partecipazione con Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS), Eni detiene ora una quota del 40%, BP del 25%, Mubadala Petroleum del 20% e Tharwa Petroleum Company il restante 15%.

In Angola, invece, la compagnia di San Donato Milanese ha effettuato una nuova scoperta di petrolio, nel prospetto esplorativo denominato Afoxé, nel Blocco 15/06, contente tra i 170 e i 200 milioni di barili di olio leggero in posto.

Il pozzo Afoxé-1 NFW, che ha portato alla nuova scoperta –spiega la stessa Eni in una nota – si trova nella parte sud-orientale del Blocco 15/06, circa 120 km dalla costa, 50 km a sud-ovest dalla FPSO Olombendo e 20 km ad ovest dalla recente scoperta di Kalimba-1. Il pozzo è stato perforato in una profondità d’acqua di circa 780 metri e ha raggiunto una profondità totale di 1.723 metri.

La scoperta di Afoxé è una ulteriore conferma del potenziale esplorativo ad olio della parte meridionale del Blocco 15/06, che finora si riteneva contenere gas. Eni prevede di perforare fino a 4 nuovi pozzi esplorativi consecutivi nel Blocco 15/06 nell’arco del 2019.

Una buona notizia che arriva parallelamente ad un altro annuncio relativo alle attività di Eni in Angole, dove è stata recentemente avviata la produzione dal campo di Vandumbu, a circa 350 km a nord-ovest di Luanda e 130 km a ovest di Soyo, tramite la FPSO N’Goma, nel West Hub del Blocco 15/06, nelle acque dell’Angola.

Il First oil dal campo di Vandumbu è avvenuto alla fine di novembre 2018, con 3 mesi di anticipo sui programmi. Questo start-up, insieme all’avvio di una pompa sottomarina multifase (Subsea Multiphase Boosting System, SMBS) avvenuto all’inizio di dicembre, ha aumentato di 20.000 barili al giorno la produzione di petrolio dal Blocco 15/06. Il ramp-up di Vandumbu sarà completato nel Q1 2019, e porterà ad una produzione totale di 170.000 barili di petrolio al giorno, estendendo ulteriormente il plateau di produzione.

Questi due start-up segnano un ulteriore passo avanti nella strategia di sviluppo per fasi e per cluster che Eni ha adottato per il Blocco 15/06, e che ha permesso l’avvio di otto campi dal Novembre 2014, quando è iniziata la produzione del West Hub tramite il campo di Sangos.

Il Blocco 15/06 è sviluppato da una Joint Venture formata da Eni (36,84%, Operatore), Sonangol P&P (36,84%) e SSI Fifteen Limited (26,32%).

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