SNAM: RISULTATI POSITIVI NEI PRIMI 9 MESI DELL’ANNO E NUOVO PIANO DI SVILUPPO 2018-2022

Snam ha diffuso i dati, di segno positivo, relativi ai primi 9 mesi del 2018, e ha presentato gli obbiettivi del nuovo piano di sviluppo 2018-2022, che si basa su un crescente impegno nel processo di transizione energetica verso fonti rinnovabili e sostenibili.

Nel periodo considerato l’azienda di San Donato Milanese ha totalizzato ricavi per 1,87 miliardi di euro, in crescita del 3,1% sui primi 9 mesi del 2017, a fronte di un utile netto adjusted che si è attestato a quota 793 milioni di euro, il 5% in più rispetto ai risultati dello stesso periodo dello scorso anno. Gli investimenti tecnici sono stati pari a 564 milioni di euro (683 nei primi 9 mesi del 2017) mentre l’indebitamento finanziario netto, al 30 settembre 2018, ammontava a 11,7 miliardi, rispetto agli 11,5 miliardi del 30 settembre 2017.

A livello operativo, nel periodo Snam ha riscontrato una domanda di gas naturale pari a 51,8 miliardi di metri cubi, stabile su base annua, mentre l’azienda ha immesso nella rete di trasporto 55,7 miliardi di metri cubi di gas (+0,4% rispetto ai primi 9 mesi del 2017). La capacità disponibile di stoccaggio risulta essere pari a 12,4 miliardi di metri cubi (+0,2 miliardi di metri cubi rispetto al 30 settembre 2017), pressoché interamente conferita al 30 settembre 2018 (pari al 99,7% della capacità disponibile per l’anno termico 2018-2019).

Per quanto riguarda invece lo scenario futuro, nel suo nuovo piano industriale Snam prevede un’ulteriore crescita della domanda di gas naturale, combustibile fondamentale nella cosiddetta fase di ‘transazione energetica’, e nel lungo termine ritiene “che il gas non sarà più solo visto come fonte di transizione ma come un pilastro di un mondo decarbonizzato grazie al rapido sviluppo del gas rinnovabile, come dimostrano le oltre 800 manifestazioni di interesse di allacciamento alla rete per impianti di biometano in Italia”.

Scenario che sosterrà un’ulteriore crescita delle performance economiche dell’azienda italiana, che rivela come il contributo all’utile netto delle consociate italiane e internazionali, dei nuovi business nella transizione energetica e dei nuovi servizi output-based è previsto ammonti a oltre il 25% del totale nel 2022 rispetto al 15% circa nel 2016.

Cresce così anche il programma di investimenti: dai 5,2 miliardi previsti nel piano 2017-2021 si passa a 5,7 miliardi stimati nel piano 2018-2022, di cui 4,8 miliardi per la rete di trasporto, 700 milioni per le attività di stoccaggio e rigassificazione e 200 milioni in nuovi business legati alla transizione energetica.

 

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