sabato, Maggio 15, 2021

CORONAVIRUS E CROLLO DEL GREGGIO: L’ENI RIVEDE I SUOI PROGETTI IN MEDIO ORIENTE

Must read

Petrobras firma il contratto per la costruzione della settima unità di Búzios

Petrobras ha firmato un contratto con la società Keppel Shipyard Limited per la costruzione della piattaforma P-78, la settima unità che si installerá nel...

Oxy perde 346 milioni di dollari nel primo trimestre

Occidental Petroleum, una delle compagnie Upstream più importanti degli Stati Uniti, ha dichiarato una perdita di 346 milioni di dollari nel primo trimestre 2021. I...

IEA: le scorte di petrolio tornano a livelli più normali

Dopo quasi un anno di forte limitazione dell'offerta da parte dei paesi dell'OPEC e dei suoi alleati, le scorte petrolifere mondiali che si sono...

Shell fa una grande scoperta di petrolio nel Golfo del Messico

Con la perforazione del pozzo Leopard, Shell ha trovato un giacimento di petrolio con uno spessore di oltre 183 metri, in questo momento gli...

La diffusione del coronavirus a livello mondiale, unita al drastico calo dei prezzi del greggio – dovuto alla ‘guerra’ in atto tra Arabia Saudita e Russia – hanno imposto all’Eni una revisione totale dei propri progetti in Medio Oriente, che riguardano attività sia upstream che downstream in Bahrain, Libano, Oamn ed Emirati Arabi, compresi quelli in partnership con l’azienda statale ADNOC di Abu Dhabi.

Stiamo rivedendo tutti i progetti in corso per il 2020 e il 2021” ha dichiarato nel corso di una conference call Fuad Krekshi, executive vice president dell’Eni per il Medio Oriente. “Prevediamo di poter definire un nuovo piano d’azione nel corso del prossimo mese”.

Non si tratta solo del coronavirus” ha aggiunto il manager del ‘cane a sei zampe’. “Stiamo parlando di un mercato che ha visto un calo dei prezzi del 50%. Stiamo valutando entrambe le situazioni: crollo del barile e impatto del coronavirus”.

Tra i progetti in fase di revisione c’è anche quello relativo allo sviluppo del giacimento di gas Ghasha ad Abu Dhabi, di cui Eni ha il 25% delle quote, in partnership con ADNOC che è l’operatore. Il sito, di cui sono azionisti anche la tedesca Wintershall, controllata del gruppo BASF, col 10%, e l’austriaca OMV col 5%, è situato nel nord-ovest del Paese mediorientale e, una volta operativo, dovrebbe avere una capacità produttiva di circa 1 bcf (billion cubic feet) al giorno.

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Latest article

Petrobras firma il contratto per la costruzione della settima unità di Búzios

Petrobras ha firmato un contratto con la società Keppel Shipyard Limited per la costruzione della piattaforma P-78, la settima unità che si installerá nel...

Oxy perde 346 milioni di dollari nel primo trimestre

Occidental Petroleum, una delle compagnie Upstream più importanti degli Stati Uniti, ha dichiarato una perdita di 346 milioni di dollari nel primo trimestre 2021. I...

IEA: le scorte di petrolio tornano a livelli più normali

Dopo quasi un anno di forte limitazione dell'offerta da parte dei paesi dell'OPEC e dei suoi alleati, le scorte petrolifere mondiali che si sono...

Shell fa una grande scoperta di petrolio nel Golfo del Messico

Con la perforazione del pozzo Leopard, Shell ha trovato un giacimento di petrolio con uno spessore di oltre 183 metri, in questo momento gli...

Il Suriname riceve offerte per meno del 50% delle zone offshore disponibili

Il Suriname ha ricevuto solo 10 offerte delle aree situate nelle acque poco profonde, ricevendo così proposte per 3 degli 8 blocchi che erano...