EFFETTO COVID SULLA SEMESTRALE DI SAIPEM: RICAVI IN CALO E PERDITA NETTA DI 800 MILIONI

Cresce il portafoglio ordini complessivo di Saipem che però nel primo semestre 2020, a causa degli effetti della pandemia di coronavirus, registra un calo del fatturato e un risultato netto negativo per oltre 800 milioni di euro, dovuto in larga misura a oneri straordinari e svalutazioni.

I ricavi complessivi del periodo si sono attestati a quota 3,67 miliardi di euro, rispetto ai 4,51 miliardi del primo semestre 2019 (Saipem precisa che alla contrazione ha contribuito lo slittamento di alcuni contratti, concordato con i propri clienti), così come in calo si è dimostrata la raccolta di nuove commesse, arrivata a 4,83 miliardi, rispetto ai 9,53 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.

Il portafoglio ordini residuo al 30 giugno 2020 ammonta quindi a 22,24 miliardi, cifra che sale fino a 24,77 miliardi includendo le società non consolidate nel bilancio del gruppo.

Il risultato netto adjusted del semestre è stato quindi negativo per 132 milioni di euro, rispetto all’utile netto adjusted di 60 milioni dell’H1 2019, ma la perdita sale fino a 885 milioni di euro considerando gli special items, che ammontano a 753 milioni di euro per oneri e svalutazioni.

In calo anche l’EBITDA, a 271 milioni di euro (574 milioni di euro nel primo semestre del 2019), e l’EBITDA adjusted, a 355 milioni di euro (606 milioni di euro nel primo semestre del 2019).

Per quanto riguarda, nello specifico, l’epidemia di Covid-19, Saipem precisa di aver attuato immediatamente tutte le necessarie procedure tramite la propria unità di crisi, e di aver dovuto sostenere nel semestre costi relativi (quindi direttamente imputabili alla gestione dell’emergenza coronavirus) pari a 44 milioni di euro.

“Il rafforzamento finanziario e patrimoniale realizzato negli ultimi anni, il tempestivo orientamento del business verso la transizione energetica, la dimensione e diversificazione del portafoglio ordini e la adeguatezza degli asset assicurano a Saipem un chiaro posizionamento di mercato. Inoltre, garantiscono una solida base alle strategie impostate per affrontare le conseguenze della pandemia e le ulteriori sfide future e cogliere le opportunità al fine di svolgere un ruolo da protagonisti nella fase di ripresa post Covid – 19” ha commentato Stefano Cao, Amministratore delegato di Saipem.

“Nonostante il contesto economico generale fortemente condizionato dalla protratta crisi sanitaria, le attività di esecuzione dei nostri progetti nel mondo sono proseguite, pur tenendo conto dei limiti alla mobilità, della riprogrammazione di alcune attività e della priorità di garantire la salute delle persone. Il backlog è solido – sensibilmente accresciuto durante questo difficile periodo – e la liquidità consistente, ulteriormente rafforzata dalla nuova emissione obbligazionaria di inizio luglio.”

Per quanto riguarda lo scenario del prossimo futuro, secondo Saipem esso “permane caratterizzato da forte incertezza sulle prospettive economico/finanziarie a causa dell’epidemia Covid-19, ancora in corso su scala globale, e delle incertezze sulla domanda di petrolio e gas e dei relativi servizi. Come conseguenza, nel corso del periodo i piani di investimento delle oil companies sono stati sensibilmente ridimensionati. In un tale contesto, il 15 aprile 2020 il Consiglio di Amministrazione di Saipem ha deciso di ritirare la guidance annunciata al mercato a fine febbraio in occasione della presentazione dei risultati annuali 2019. Pur essendo l’anno in corso ancora impattato dal Covid-19, il portafoglio ordini da eseguirsi nella seconda parte dell’anno garantirà il mantenimento nel secondo semestre dei medesimi volumi raggiunti nel primo. Le iniziative di efficienza sui costi di struttura ed operativi, attese per circa 190 milioni nel 2020, sono previste supportare il margine EBITDA adjusted di gruppo nella seconda parte dell’anno che potrà raggiungere il livello del primo semestre. A ciò si aggiunge la riprogrammazione di investimenti tecnici, in diminuzione di oltre 200 milioni di euro rispetto alle previsioni di inizio anno”.

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