venerdì, Agosto 6, 2021

ENEA vince il bando dell’ESA per lo smantellamento in sicurezza di vecchi impianti e piattaforme petrolifere

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Enea in veste di coordinatrice di una cordata italiana composta da Eni, Metaprojects, IRSPS, NEXT Ingegneria dei Sistemi, SRS Servizi di Ricerche e Sviluppo e Tim, ha vinto il bando posto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per lo smantellamento in sicurezza di alcune piattaforme petrolifere e parchi eolici marini, giunti ormai alla fine del loro ciclo operativo.

Il recente stanziamento di 70 milioni nel Fondo Complementare PNRR per il recupero delle piattaforme nell’Adriatico al largo di Ravenna dimostra l’interesse pubblico per lo sviluppo delle attività in questo settore”, ha sottolineato Antonio Palucci, responsabile del Laboratorio ENEA di Diagnostiche e Metrologia. “Nonostante il progetto sia solo agli inizi – ha aggiunto – ha già suscitato l’attenzione di molti end-user professionali e istituzionali interessati all’implementazione di nuove tecnologie per il monitoraggio ambientale e alle possibili opportunità di riqualificazione e conversione di strutture oramai obsolete per finalità turistiche o per produrre energia green”.

Il progetto è denominato INSURE (INnovation in SUstainable offshRe dEcommissioning) ed attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, droni, e intelligenze artificiali, punta alla ricerca di nuove opportunità di impiego delle tecnologie satellitari di ESA.

La prima parte del progetto riguarderà lo studio della fattibilità tecnica ed economica, oltre ad un’ampia raccolta di dati mediante sensori, logistica, tecnologie laser per il monitoraggio e robotica.

Nella seconda parte si approfondiranno, con metodi dimostrativi, i possibili impieghi futuri delle piattaforme, utilizzandole per esempio nella produzione di energia solare o eolica, oppure usare i pozzi esausti come siti di stoccaggio per l’anidride carbonica, ma anche per scopi turistici o come ‘palestra educativa’ per studenti nel campo della meteorologia, della dinamica delle onde, degli studi ambientali e biologici.

ENEA metterà a disposizione del progetto il proprio know-how e le proprie tecnologie, come sensori laser per la visione sottomarina in 3D per i droni subacquei o droni in grado di comunicare con i satelliti per le indagini sullo stato delle strutture delle piattaforme.

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