mercoledì, Maggio 25, 2022

ENI-EXXON: IL DEAL IN NORVEGIA SOTTO LA LENTE DELL’ANTITRUST UE

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L’operazione di acquisizione del business upstream norvegese di ExxonMobil, da parte dell’Eni, annunciata alla fine di settembre scorso, verrà valutata dall’antitrust europea.

L’avviso è comparso sul sito della DG Competition: il deal, in base al quale Var Energi – la ex Eni Norge, oggi partecipata anche dal gruppo locale HitecVision – rileverà per un corrispettivo pari a circa 4,5 miliardi di euro tutte le attività produttive detenute dalla corporation americana ExxonMobil nel Paese nordico, verrà vagliato dalle autorità comunitarie deputate alla tutela della concorrenza.

Si tratta di un passaggio preliminare, che scatta ‘in automatico’ se si superano certe soglie di fatturato: la notifica dell’operazione è arrivata a Bruxelles il 24 ottobre scorso, e ora la DG Comp ha tempo fino al 29 novembre prossimo per valutare se dare il suo via libera al take-over, o se invece aprire un’investigazione approfondita. In questo secondo caso non è detto che il parere sull’operazione, alla fine, sia negativo. Significherebbe che l’antitrust europea, avendo riscontrato potenziali effetti distorsivi della concorrenza derivanti dall’acquisizione messa a segno da Eni nel mercato di riferimento, intende valutare più nel dettaglio tutti i profili dell’operazione riservandosi di dare un giudizio finale soltanto a valle di tale procedura.

Se Var Energi potrà completare l’affare, rilevando le attività upstream di ExxonMobil, diventerà la seconda più grande compagnia E&P in Norvegia dopo Equinor, con riserve e risorse totali pari a circa 1,9 miliardi di boe, mentre la produzione totale stimata sarà di circa 300.000 boepd nel 2019 e di oltre 350.000 boepd nel 2023, grazie agli investimenti di circa 7 miliardi di dollari che l’azienda ha previsto di stanziare nel periodo 2020-2023 per lo sviluppo di progetti come Johan Castberg, Balder X e Grand.

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