sabato, Giugno 22, 2024

GLI USA DIVENTERANNO ESPORTATORI NETTI DI GREGGIO NEL 2020

Must read

Equinor svilupperà due impianti di stoccaggio di CO2 nel Mare del Nord

La Norvegese Equinor si è aggiudicata due contratti per lo sviluppo di altrettanti impianti di stoccaggio di CO2 nel Mare del Nord. Si prevede...

TotalEnergies e NNPCL espandono le perforazioni in Nigeria

Il colosso francese TotalEnergies e la Nigerian National Petroleum Corporation Ltd, società petrolifera nigeriana, detengono la partecipazione della licenza OML 58 con un rapporto...

Shell acquisirà Pavilion Energy

Shell Plc, tramite la sua sussidiaria Shell Eastern Trading Pte. Ltd, ha annunciato l'intenzione di acquisire la società energetica Pavilion Energy, di Singapore, controllata...

Vallourec fornirà i suoi prodotti ad Equinor

Vallourec, azienda francese leader nella soluzione di prodotti tubolari di alto livello per le industrie energetiche e dell'oil&gas ha firmato un accordo della durata...

Sembra destinato finalmente a realizzarsi quest’anno l’ambito obbiettivo degli Stati Uniti di diventare esportatori netti di petrolio, reso raggiungibile grazie allo sfruttamento dei giacimenti di shale oil avviato nel corso dell’ultimo decennio.

Secondo i dati raccolti da Refinitiv e riportati dalla broker house genovese Banchero Costa nel suo ultimo report, infatti, nel corso del 2019, nonostante una crescita dell’export, arrivato a 129,5 milioni di tonnellate (+48,6%), e una parallela diminuzione dell’import, sceso a 169 milioni di tonnellate (-25,7%), gli USA sono rimasti comunque un importatore netto di greggio.

Condizione che, tuttavia, sarebbe destinata a mutare proprio quest’anno, in parte a causa degli effetti del coronavirus. La pandemia ha infatti ridotto la domanda interna di carburanti e di conseguenza sono calate le importazioni di petrolio dall’estero. Nei primi 7 mesi dell’anno l’import americano di greggio si è fermato infatti a 82,2 milioni di tonnellate, con un calo del 21,8% rispetto ai 105,2 milioni di tonnellate del periodo gennaio-luglio 2019.

Nei primi 7 mesi del 2020, la prima fonte è rimasta il Medio Oriente, da cui è arrivato il 29,8% di tutto il greggio importato dagli USA. Nel dettaglio, è cresciuto del 26% l’import dall’Arabia Saudita, mentre gli acquisti dall’Iraq sono crollati del 45%, così come quelli dal Kuwait, diminuiti del 78%.

Dopo il Medio Oriente, la seconda fonte di petrolio degli Stati Uniti è costituita dal vicino Messico (26% del totale), seguita dal Sud America (col 16% circa).

 

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Latest article

Equinor svilupperà due impianti di stoccaggio di CO2 nel Mare del Nord

La Norvegese Equinor si è aggiudicata due contratti per lo sviluppo di altrettanti impianti di stoccaggio di CO2 nel Mare del Nord. Si prevede...

TotalEnergies e NNPCL espandono le perforazioni in Nigeria

Il colosso francese TotalEnergies e la Nigerian National Petroleum Corporation Ltd, società petrolifera nigeriana, detengono la partecipazione della licenza OML 58 con un rapporto...

Shell acquisirà Pavilion Energy

Shell Plc, tramite la sua sussidiaria Shell Eastern Trading Pte. Ltd, ha annunciato l'intenzione di acquisire la società energetica Pavilion Energy, di Singapore, controllata...

Vallourec fornirà i suoi prodotti ad Equinor

Vallourec, azienda francese leader nella soluzione di prodotti tubolari di alto livello per le industrie energetiche e dell'oil&gas ha firmato un accordo della durata...

Snam soddisfatta dell’indipendenza dal gas russo

Stefano Venier, CEO di Snam, ha partecipato venerdì 14 giugno ad un incontro organizzato dal  MIB Trieste School of Management, di cui egli stesso...