venerdì, Ottobre 22, 2021

GLI USA DIVENTERANNO ESPORTATORI NETTI DI GREGGIO NEL 2020

Must read

La produzione di petrolio in Argentina è scesa del 21% in un mese

Il Segretariato per l'Energia dell'Argentina ha riferito che la produzione di petrolio convenzionale a settembre è stata di 296.514 barili al giorno. Nello stesso mese,...

Brasile. La nuova asta ha venduto solo 5 blocchi su 92

 Il Brasile ha venduto solo cinque dei 92 blocchi offerti con nove società partecipanti, rispetto ai 17 blocchi assegnati nella precedente (2019). Grandi compagnie petrolifere...

Pemex lancia bando di gara per la certificazione delle riserve di idrocarburi

Il dipartimento di produzione e esplorazione della compagnia statale petrolifera Pemex (PEP) è alla ricerca di una agenzia per quantificare e certificare i volumi...

Il prezzo del petrolio venezuelano è aumentato del 41%

Il prezzo del greggio ha raggiunto lo scorso settembre 54,96 dollari al barile, un prezzo inferiore del 25% rispetto alla media di riferimento dell'insieme...

Sembra destinato finalmente a realizzarsi quest’anno l’ambito obbiettivo degli Stati Uniti di diventare esportatori netti di petrolio, reso raggiungibile grazie allo sfruttamento dei giacimenti di shale oil avviato nel corso dell’ultimo decennio.

Secondo i dati raccolti da Refinitiv e riportati dalla broker house genovese Banchero Costa nel suo ultimo report, infatti, nel corso del 2019, nonostante una crescita dell’export, arrivato a 129,5 milioni di tonnellate (+48,6%), e una parallela diminuzione dell’import, sceso a 169 milioni di tonnellate (-25,7%), gli USA sono rimasti comunque un importatore netto di greggio.

Condizione che, tuttavia, sarebbe destinata a mutare proprio quest’anno, in parte a causa degli effetti del coronavirus. La pandemia ha infatti ridotto la domanda interna di carburanti e di conseguenza sono calate le importazioni di petrolio dall’estero. Nei primi 7 mesi dell’anno l’import americano di greggio si è fermato infatti a 82,2 milioni di tonnellate, con un calo del 21,8% rispetto ai 105,2 milioni di tonnellate del periodo gennaio-luglio 2019.

Nei primi 7 mesi del 2020, la prima fonte è rimasta il Medio Oriente, da cui è arrivato il 29,8% di tutto il greggio importato dagli USA. Nel dettaglio, è cresciuto del 26% l’import dall’Arabia Saudita, mentre gli acquisti dall’Iraq sono crollati del 45%, così come quelli dal Kuwait, diminuiti del 78%.

Dopo il Medio Oriente, la seconda fonte di petrolio degli Stati Uniti è costituita dal vicino Messico (26% del totale), seguita dal Sud America (col 16% circa).

 

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Latest article

La produzione di petrolio in Argentina è scesa del 21% in un mese

Il Segretariato per l'Energia dell'Argentina ha riferito che la produzione di petrolio convenzionale a settembre è stata di 296.514 barili al giorno. Nello stesso mese,...

Brasile. La nuova asta ha venduto solo 5 blocchi su 92

 Il Brasile ha venduto solo cinque dei 92 blocchi offerti con nove società partecipanti, rispetto ai 17 blocchi assegnati nella precedente (2019). Grandi compagnie petrolifere...

Pemex lancia bando di gara per la certificazione delle riserve di idrocarburi

Il dipartimento di produzione e esplorazione della compagnia statale petrolifera Pemex (PEP) è alla ricerca di una agenzia per quantificare e certificare i volumi...

Il prezzo del petrolio venezuelano è aumentato del 41%

Il prezzo del greggio ha raggiunto lo scorso settembre 54,96 dollari al barile, un prezzo inferiore del 25% rispetto alla media di riferimento dell'insieme...

Brasile vuole aumentare importazioni di gas e urea dalla Bolivia

Lo stato brasiliano del Mato Grosso ha manifestato l’interesse di acquistare gas naturale e urea della Bolivia, giustificata da una fase di crescita industriale,...