LA GUYANA ANNUNCIA UN MAXI PROGETTO PETROLIFERO IN PARTNERSHIP CON EXXONMOBIL

Il governo della Guyana ha annunciato l’approvazione del progetto per la produzione di 220.000 barili al giorno di petrolio nella zona offshore di Puyara.

Con questa iniziativa diventanto tre i giacimenti di idrocarburi che il piccolo paese sudamericano ha iniziato a sfruttare e grazie ai quali diventerà uno dei cinque maggiori produttori di petrolio dell’America Latina.

L’investimento globale per portare avanti questa importante operazione, grazie alla partecipazione di ExxonMobil, sarà di 9 miliardi di dollari e l’inizio della produzione è prevista per il primo trimestre del 2024: si tratta, in termini finanziari, dell’investimento più grande mai effettuato nel Paese in questo settore. Secondo le stime degli esperti la Guyana sarà in grado di produrre complessivamente 600 milioni di barili di petrolio al giorno.

In base ai i dati forniti dalla stessa ExxonMobil, il progetto prevede l’installazione dieci zone di perforazione ognuna delle quali composta da 40 pozzi, che a loro volta si suddividono in 20 pozzi di produzione e 20 di iniezione.

Il ministro delle risorse naturali della Guyana ha dichiarato pubblicamente che una equipe di esperti canadesi, ha valutato tutti gli aspetti tecnici del progetto, in relazione al rispetto degli standard internazionali dell’industria petrolifera. Parametri che riguardano soprattutto le norme per il rispetto e la protezione dell’ambiente vigenti tanto nel paese quanto quelle internazionali.

La scoperta del giacimento di Payara é avvenuta nel gennaio 2017 durante l’esplorazione nel blocco offshore di Stabroek attraverso il pozzo Payara-1, che ha confermato uno strato di 29 metri di spessore di petrolio ad una profondità di 5.500 metri.

La compagnia statunitense Exxonmobil ha iniziato a svolgere le proprie attività nella Guyana a partire dal 2008, raccogliendo importanti dati geologici sui fondali marini attraverso una intensa serie di rilevamenti con il metodo della sismica·3D, dati che poi sono serviti per iniziare la perforazione del primo pozzo nel campo Liza-1, avvenuta nel 2015.

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