venerdì, Ottobre 22, 2021

LE RICHIESTE DI UNEM AL GOVERNO PER SOSTENERE IL SETTORE, DURAMENTE COLPITO DALLA CRISI DEL CORONAVIRUS

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Un sostegno diretto alla liquidità per le imprese del settore della raffinazione e della distribuzione di carburanti colpite in modo particolarmente duro dagli effetti della crisi del coronavirus, il prolungamento delle concessioni per i fornitori di jet fuel, il segmento che più sta soffrendo, e una decontribuzione della componente bio nei carburanti ‘mixati’.

Sono queste alcune delle richieste che Unem, la ex Unione Petrolifera, rivolge all’esecutivo italiano rispetto alle misure economiche da adottare con la prossima legge di Bilancio.

Su questo tema è infatti intervenuto alla Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati il Presidente di Unem Claudio Spinaci, che ha innanzitutto ricostruito lo stato di grave difficoltà in cui attualmente si trova il comparto.

La crisi è effetto di un combinato disposto di più fattori, che vanno dal drastico calo dei consumi nei prodotti a più alto valore aggiunto, -10 milioni di tonnellate rispetto al 2019 (con quasi -70% per il jet fuels), alla forte riduzione del valore delle esportazioni (-31%, settore più colpito secondo la Banda d’Italia) fino ad una crisi dei margini di raffinazione protratta da mesi fino a significative difficoltà dal punto di vista finanziario.

Il settore – ha spiegato Spinaci – si trova ad un bivio: o questa crisi verrà superata e proseguiranno gli investimenti necessari a far evolvere il downstream petrolifero per una mobilità decarbonizzata, o l’intera industria nazionale subirà una pesante involuzione strutturale, con un serio rischio di deindustrializzazione per il Paese.

Definito lo scenario, il Presidente di Unem è quindi entrano nel merito dei provvedimenti che dovrebbero essere inseriti nella prossima finanziaria, giudicando positive le iniziative a contrasto delle frodi, volte a rispondere all’evoluzione delle attività fraudolente e a precludere nuove tipologie di frodi, in coerenza con il processo avviato con il MEF e l’Agenzia delle Dogane.

Stigmatizzato, invece, il fatto che non siano previste misure di sostegno alla crisi di liquidità del settore, che erano invece contente nel DL rilancio del maggio2020. Sarebbe necessario – secondo Spinaci – intervenire per ridare liquidità all’intera filiera.

Come detto, ad essere colpito in misura ancor più grave in questi mesi è stato il settore del trasporto aereo, i cui consumi si sono ridotti di oltre il 75% dall’inizio della pandemia con prospettive che non lasciano intravvedere un’inversione di tendenza prima di alcuni anni.

Per supportare questo settore, in assenza di contributi diretti, sarebbe necessario, secondo Unem, disporre una proroga della durata delle concessioni in favore degli operatori di siti di stoccaggio e distribuzione di jet fuel di almeno di 6 anni rispetto alla loro naturale scadenza, al fine di consentire un parziale recupero delle ingenti perdite che hanno subito nel 2020 e che subiranno nel 2021 e nel 2022. Misura che peraltro – ricorda l’associazione – non comporterebbe oneri per lo Stato.

Guardando al futuro, e al percorso di transizione energetica, Spinaci ha poi giudicato positivamente il potenziamento delle misure di tutela ambientale, l’accentramento della gestione delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e l’introduzione di misure destinate alla proroga e al potenziamento dei crediti d’imposta per la transizione, ma ha anche aggiunto che, al fine di non rallentare il progressivo sviluppo di carburanti sempre più de-carbonizzati e, al contempo, non gravare gli operatori industriali e i consumatori finali di oneri eccessivi, appare necessaria, almeno per l’anno 2021, una parziale defiscalizzazione della componete bio dei carburanti autotrazione, oggi soggetta alla medesima tassazione dei carburanti fossili in cui sono miscelati. Intervento che secondo i calcoli di Unem avrebbe un impatto per il bilancio dello Stato di circa 400/500 milioni di euro.

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