mercoledì, Maggio 18, 2022

L’ENI SI ALLEA COL MIT DI BOSTON E INVESTE 50 MILIONI SULL’ENERGIA DA FUSIONE

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L’Eni investirà 50 milioni di euro per rilevare una quota del capitale di Commonwealth Fusion Systems (CFS), società privata nata come spin-out del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston per sviluppare il primo impianto che produrrà energia grazie alla fusione nuclerare, fonte sicura, sostenibile, virtualmente inesauribile e senza alcuna emissione di inquinanti e gas serra.

Si tratta di una reazione fra due isotopi dell’idrogeno (deuterio e trizio) nel plasma ad altissime temperature e può essere una fonte di energia virtualmente illimitata, con costi trascurabili per il combustibile, nessuna emissione di anidride carbonica o di sostanze inquinanti, senza il rischio di esplosione e prevede minimi sprechi. In questa tecnologia rivoluzionaria, il MIT ha riconosciuto di avere capacità specifiche sviluppate negli ultimi 30 anni presso il suo proprio Plasma Science and Fusion Center.

CFS – spiega la corporation di San Donato Milanese in una nota – è stata infatti costituita da un gruppo di ex ricercatori e scienziati del MIT che da anni è impegnato nelle ricerche sulla fisica del plasma e sulla fusione.

Con quest’operazione Eni acquisirà, entro il secondo trimestre del 2018, una quota rilevante nella società ed entrerà a far parte del Consiglio di Amministrazione di CFS, le cui attività si articolano in tre fasi: la prima prevede lo sviluppo di magneti a superconduttori ad alta temperatura, la seconda la realizzazione di un reattore sperimentale, la terza e ultima la costruzione ed esercizio del primo impianto industriale che possa garantire una produzione continuativa e remunerativa di energia da fusione.

Contestualmente, Eni ha sottoscritto un accordo con MIT che consentirà alla società di svolgere congiuntamente programmi di ricerca sulla fisica del plasma, sulle tecnologie dei reattori a fusione, e sulle tecnologie degli elettromagneti di nuova generazione, nell’abito della strategia di decarbonizzazione della major italiana.

L’Amministratore Delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “Oggi è un giorno davvero importante per noi poiché, grazie a questo accordo, Eni compie un notevole passo avanti verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative con un sempre minor impatto ambientale. La fusione è la vera fonte energetica del futuro, poiché completamente sostenibile, non rilascia né emissioni né scarti, ed è potenzialmente inesauribile. Un traguardo che noi di Eni siamo sempre più determinati a raggiungere in tempi brevi”.

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