giovedì, Giugno 24, 2021

SHELL E CABOT ENERGY ABBANDONANO IL PROGETTO ESPLORATIVO ONSHORE ‘CASCINA ALBERTO’ IN NORD ITALIA

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Shell Italia, filiale nazionale della major anglo-olandese Royal Dutch Shell, e il socio Cabot Energy, gruppo britannico che lo scorso anno ha rilevato la connazionale Northern Petroleum (a cui apparteneva la quota) hanno deciso di abbandonare il progetto di esplorazione dell’area denominata Cascina Alberto, situata nell’Italia settentrionale.

Ad annunciarlo con una nota ufficiale è la stessa Cabot, che precisa come l’abbandono della licenza diventerà effettivo durante il quarto trimestre del 2019, a seguito della necessaria approvazione da parte delle attività italiane.

Il permesso di esplorazione riguarda un’area di 462,14 km2, suddivisi fra Piemonte e Lombardia, nelle province di Vercelli, Novara, Varese e Biella, ed è detenuto all’80% da Shell e al 20% da Cabot: quest’ultima ha spiegato che l’abbandono del progetto Cascina Alberto è parte della strategia del gruppo, mirata a concentrare sforzi e risorse su asset ritenuti core, a partire da quelli offshore ubicati nel Mar Adriatico e al largo della Sicilia (per quanto riguarda l’Italia).

Shell e Northern Petroleum – il socio originario della major in questa avventura italiana, poi entrato a far parte del gruppo Cabot Energy – avevano sottoposto la loro richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per attività di indagine geofisica nell’area della licenza a dicembre 2017. All’inizio del 2019 il Ministero dell’Ambiente – secondo quanto riportato dalle cronache locali piemontesi – aveva però emesso un “preavviso di rigetto”, anche sulla base delle molte obiezioni al progetto avanzate dalle amministrazioni comunali della zona coinvolta. A quel punto, con una serie di controdeduzioni, Shell e Cabot erano quindi riuscite a trasformare lo status dell’iter in “supplemento di istruttoria tecnica”.

Stato in cui la pratica ancora si trova attualmente, e che evidentemente non verrà più modificato dopo la decisione dei due proponenti di abbandonare il progetto. Scelta che sarebbe matura anche in considerazione degli effetti della legge n.12 dell’11 febbraio 2019 (conversione del Decreto Legge 135/2018) con cui l’Italia ha imposto una moratoria di 18 mesi – fino all’approvazione del ‘Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee’ – a nuove concessioni per la ricerca e la produzione di idrocarburi, nonché la sospensione, per lo stesso periodo, “dei permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in essere, sia per aree in terraferma che in mare”, con conseguente “interruzione di tutte le attività di prospezione e ricerca in corso di esecuzione, fermo restando l’obbligo di messa in sicurezza dei siti interessati dalle stesse attività”.

Un ulteriore fattore di incertezza che, evidentemente, ha spinto Shell e Cabot ad abbandonare Cascina Alberto.

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