mercoledì, Ottobre 27, 2021

Eni pensa ad uno spin-off dei business retail e rinnovabili, con possibile quotazione in Borsa il prossimo anno

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Eni sta valutando la possibilità di scorporare i business della vendita di energia sul mercato retail e della produzione di rinnovabili, e di quotare in Borsa una parte minoritaria di questo spin-off nel corso del prossimo anno, con l’obbiettivo di raccogliere risorse da destinare al processo di transizione energetica.

A riferirlo è l’agenzia di stampa Reuters, che cita ‘fonti vicine al dossier’, ovviamente riservate, secondo le quali il valore delle attività che confluirebbero in questo nuovo veicolo societario dovrebbe attestarsi attorno ai 10 miliardi di dollari.

Nei mesi scorsi, confermando l’obbiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050, il ‘cane a sei zampe’ aveva già parlato della possibilità di fondere le attività relative alla produzione di energia rinnovabile e quelle della vendita di energia al dettaglio per creare un player di dimensione globale e allargare la propria base di clienti.

Secondo la ricostruzione della Reuters, la nuova business unit Eni rinnovabili+retail dovrebbe prendere forma entro il prossimo giugno, e l’opzione più probabile per il futuro sarebbe quella di uno spin-off dal gruppo e di una quotazione in Borsa di una quota della newco compresa tra il 20 e il 30% nel corso del 2022.

Al momento non sarebbero escluse opzioni alternative, come la fusione di questo business con altre aziende esistenti o la definizione di alleanze con potenziali partner esterni, ma sarebbero comunque meno probabili rispetto allo spin-off e alla quotazione. Una prospettiva a cui guardano diverse altre major europee, come per esempio la spagnola Repsol, per valorizzare il business delle rinnovabili (sempre più oggetto delle attenzioni degli investitori) ricavando risorse utili a ridurre i debiti e finanziare il processo di transizione e di uscita dagli idrocarburi.

L’Eni – che, interpellata dalla Reuters, ha solo confermato quanto già dichiarato pubblicamente in passato, ovvero l’intenzione di “creare valore dalla fusione dei business rinnovabili e retail” – ha annunciato nelle scorse settimane i suoi piani in tema di potenziamento della capacità di produzione di rinnovabili, che dagli attuali 0,7 GW dovrebbe arrivare a 4 GW nel 2024, a 15 GW nel 2030 e fino a 60 GW nel entro il 2050.

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