venerdì, Maggio 20, 2022

ENTRA IN PRODUZIONE IL MAXI-GIACIMENTO DI GAS ISRAELIANO LEVIATHAN

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Il giacimento di gas Leviathan, scoperto dall’americana Noble Energy nel 2010 nelle acque territoriali di Israele, entrerà in produzione a giorni.

E’ la stampa israeliana a riportare la notizia dell’ormai imminente avvio delle attività per questo-maxi progetto che riguarda lo sviluppo del più grande giacimento di gas deep-water del mondo.

Un passo che i vertici istituzionali del Paese mediorientale hanno definito ‘storico’, e grazia al quale Tel Aviv da importatore di gas diventerà, per la prima volta nella sua storia, un esportatore netto di questa commodity, raggiungendo quindi anche la piena indipendenza energetica.

Secondo ‘The Time of Israel’, la produzione commerciale di gas dovrebbe partire entro fine anno, mentre l’export verso paesi terzi – a partire dall’Egitto, con cui il ministro israeliano per l’energia Yuval Steinitz ha firmato un accordo nelle scorse settimane (altro passo storico nello sviluppo dei rapporti tra i due Paesi vicini) – prenderebbe avvio solo poche settimane dopo.

Situato nel Mediterraneo Orientale, 125 Km a ovest di Hifa, il giacimento dispone di riserve stimate in 22 trilioni di piedi cubi ed è stato sviluppato da Noble Energy – che lo ha scoperto e che ne è operatore – insieme ai partner e Delek Drilling LP e Ratio Oil Exploration 1992 LP, con un investimento che solo per la prima fase è ammontato a 3,75 miliardi di dollari, valori che lo rendono il più grande progetto privato mai realizzato in Israele.

Grazie a 4 pozzi con una profondità media di 5 Km sotto il livello del mare, il Leviathan a pieno regime sarà in grado di produrre 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno, rendendo Israele un primario esportatore di gas naturale.

Ogni anno, infatti, il Paese – secondo i dati della Natural Gas Authority – consuma 11,3 bcm di gas, il 92% dei quali coperti dalla produzione del giacimento Tamar, il primo scoperto nell’offshore israeliano, in produzione dal 2013 con un output annuale di 10 bcm. La quota restante di fabbisogno è soddisfatta tramite import id GNL, ma da oggi tutto è destinato a cambiare: quell’8% che il Tamar non riesce a coprire verrà colmato dal Leviathan, mentre tutto il resto della produzione del nuovo giacimento, oltre 10 bcm all’anno, verrà venduta all’estero facendo di Israele un primario fornitore internazionale di gas naturale.

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