venerdì, Marzo 5, 2021

GNL: SERVIZI SMALL SCALE SEMPRE PIU’ VICINI NEL PORTO DI LIVORNO

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Si avvicina sempre più la possibilità di offrire servizi di small scale GNL, per il rifornimento di navi e camion alimentati a gas naturale, nel porto di Livorno, con i due principali progetti (peraltro interconnessi tra loro dal punto di vista operativo) che hanno compiuto in questi mesi decisivi passi avanti.

E’ infatti arrivato da poche settimane il via libera definitivo da parte del MISE al progetto di OLT Offshore, la società – controllata da Snam e dal fondo d’investimenti australiano First State – che gestisce la FSRU Toscana, il cosiddetto ‘rigassificatore di Livorno’. OLT aveva avviato l’iter autorizzativo per apportare le modifiche necessarie a rendere il terminale in grado di svolgere attività small scale a inizio 2019. Ora il percorso si è concluso con esito positivo e la società – come ha riferito il suo Amministratore delegato Giovanni Giorgi nel corso dell’webinar “6 anni dal lancio del piano per lo sviluppo del GNL in Italia: risultati e prospettive”, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale con il supporto di Federmetano – “ha già completato la selezione dei fornitori dell’equipment necessario ed entro fine mese partiranno gli ordini di acquisto di questi equipaggiamenti. I lavori di upgrade del terminale dureranno circa un anno, e dovremmo essere pronti a iniziare con le attività di small scale GNL nel corso dell’ultimo trimestre del 2021”.

Grazie ad un investimento di circa 5 milioni di euro, a partire dalla fine del prossimo anno OLT sarà quindi in grado di rifornire di GNL (per questo, una quota del prodotto ricevuto dalle grandi metaniere non verrà rigassificato e immesso in rete, ma stoccato in forma liquida), presso il proprio terminale, circa 40 bettoline all’anno. Si tratta di unità gas carrier di piccola taglia, che potranno a loro volta effettuare operazioni di bunkeraggio ship-to-ship a favore di navi alimentate a GNL, oppure trasportare il gas liquefatto fino a terra, dove verrà sbarcato (quando sarà pronto) presso il futuro deposito costiero di Livorno LNG Terminal.

Quest’ultima è infatti una newco partecipata con quote paritetiche da Costiero Gas Livorno, a sua volta una joint-venture tra Enifuel (gruppo Eni) e Liquigas (società attiva nella distribuzione di GPL), e Neri Vulcangas Investimenti, joint-venture tra Neri Depositi Costieri (operatore storico del porto di Livorno) e Società Italiana Gas Liquidi – Vulcangas (altra azienda attiva nella logistica dei gas liquidi), che nel 2018 ha avviato l’iter autorizzativo per la realizzazione di un deposito di GNL nello scalo labronico.

Il progetto – ha spiegato Ivano Toni, di Livorno LNG Terminal, nel corso dell’weninar dell’authority toscana – “lo scorso 8 luglio ha ricevuto il nulla osta di fattibilità. I lavori del nuovo deposito, che sorgerà lungo il canale industriale del porto di Livorno e che avrà una capacità di poco meno di 5.000 metri cubi, garantita da 4 serbatoi da oltre 1.200 metri cubi ciascuno, inizieranno non appena l’iter autorizzativo sarà integralmente concluso e dureranno circa 24 mesi. Una volta entrata in attività, grazie ad un investimento complessivo di 45 milioni di euro, la struttura potrà rifornire sia navi bettoline che camion cisterna, grazie a 4 apposite baie di carico. La movimentazione annua è stata stimata in circa 150.000 tonnellate di gas naturale liquefatto, che potrà provenire da altri depositi ‘maggiori’ e anche dal vicino rigassificatore di Livorno”.

Ma non è tutto: OLT sta già guardando al futuro immaginando di poter raddoppiare in breve tempo la sua capacità di distribuzione di GNL in ambito small scale. Come ha spiegato Marika Venturi, Direttore Commerciale della società, nel corso di un recente workshop organizzato da Snam, OLT sta infatti valutando se avviare nei prossimi mesi un secondo percorso autorizzativo per avere appunto la possibilità di incrementare in misura considerevole, con ulteriori interventi tecnici, gli slot destinati al carico delle bettoline a GNL, che dovrebbero così passaredai 40 previsti nella prima fase (a partire dal 2021) fino a 100 all’anno.

 

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