martedì, Maggio 17, 2022

IL COVID PESA SULLA TRIMESTRALE DELL’ENI CHE PERO’ LIMITA LE PERDITE

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La trimestrale dell’Eni mette nero su bianco gli effetti della pandemia di coronavirus, con risultati nettamente inferiori rispetto al Q3 2019, ma evidenzia anche la capacità del ‘cane a sei zampe’ di resistere al deterioramento del mercato e di contenere le perdite, che appaiono infatti complessivamente limitate rispetto al trimestre precedente.

Nel terzo trimestre del 2020 l’utile operativo adjusted è stato pari a 540 milioni di euro, “in significativo miglioramento rispetto alla perdita del secondo trimestre 2020 (+1 miliardo)” ma drasticamente più basso di quello del Q3 2019 (-75%), “penalizzato dallo scenario ancora recessivo a causa degli effetti della pandemia”.

La perdita netta del periodo è stata comunque contenuta in 500 milioni di euro, mentre la perdita netta adjusted (al netto, quindi, dei cosiddetti special items) si è fermata a 150 milioni di euro.

E’ cresciuto invece l’indebitamento finanziario netto, attualmente pari a 19,85 miliardi, in aumento di 2,7 miliardi rispetto al dato del 31 dicembre 2019.

I risultati – spiega l’Eni nella sua nota – sono stati penalizzati dall’effetto combinato della recessione economica causata dal COVID-19 che ha ridotto la domanda energetica e dalle condizioni di oversupply di petrolio, gas e prodotti. Il trimestre registra un rimbalzo della performance dovuto a un migliore bilanciamento dei fondamentali oil in un contesto di lenta ripresa dell’attività economica e incertezze circa il contenimento della pandemia, con ricadute sulla propensione dei consumatori agli spostamenti. “In un contesto di mercato che rimane molto difficile, stiamo contenendo con successo gli impatti negativi di questa crisi e progredendo nella nostra strategia di decarbonizzazione. Nel trimestre, a fronte di un calo di circa il 30% dei prezzi di petrolio e gas, e del 90% dei margini di raffinazione, abbiamo conseguito ottimi risultati superando nettamente le aspettative del mercato” ha commentato i CEO dell’Eni Claudio Descalzi. “In ambito E&P pur con un Brent a 43 $/barile, abbiamo raggiunto un livello di produzione in linea con le attese, e un EBIT di 0,52 miliardi di euro, valore doppio rispetto al consensus. Il settore Global Gas & LNG Portfolio, nel trimestre stagionalmente più debole, ha conseguito risultati significativi. L’R&M ha mostrato la sua resilienza in uno scenario della raffinazione tradizionale particolarmente sfavorevole, grazie alle performance del marketing e in particolare del bio, con le nostre due bioraffinerie che ci hanno consentito di cogliere favorevoli opportunità di mercato. La crescita del retail gas trainato dalla fidelizzazione dei clienti, i risultati stabili del power e del marketing dei prodotti oil consentono di compensare gli effetti di uno scenario estremamente negativo nella raffinazione tradizionale e nella chimica. Di fronte a una crisi di dimensioni storiche, Eni ha dato prova di grande resilienza e flessibilità e i risultati conseguiti ci fanno guardare con fiducia alla ripresa della domanda, mentre continuiamo a perseguire il programma di transizione energetica.”

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