sabato, Maggio 15, 2021

Il nuovo rigassificatore croato di Krk ha ricevuto il 5° carico di GNL dall’inizio dell’anno

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E’ entrato nel pieno della sua attività commerciale il terminal di rigassificazione LNG Croatia FSRU di Krk, in Croazia, che nei giorni scorsi ha ricevuto il suo 5° carico di GNL dall’inaugurazione dello scorso gennaio a oggi.

L’impianto, che complessivamente è in grado di immettere nella rete nazionale del gas 2,6 bcm di metano ogni anno, lunedì scorso ha infatti ricevuto la nave Methane Nile Eagle (145.000 bcm di portata) di Shell, salpata dal terminal della compagnia energetica Fluxys nel porto belga di Zeebrugge e carica di gas naturale liquefatto di proprietà della società di trading svizzera MET Group.

La divisione croata dell’azienda, MET Croatia Energy Trade, è infatti al momento uno dei principali utenti del nuovo terminal di rigassificazione croato: ha prenotato 2,67 bcm di capacità nel corso dei prossimi 7 anni e, insieme a PowerGlobe (Qatar) e MFGK (Bulgaria), ha già prenotato tutta la capacità dell’impianto per i prossimi 3 anni.

Come detto, quello approdato all’isola adriatica Krk – dove si trova la struttura – nei giorni scorsi è il 5° carico di GNL finora ricevuto dalla LNG Croatia FSRU, nonché il primo proveniente dall’Europa (dal Belgio, nello specifico).

La prima spedizione, sbarcata al rigassificatore croato a gennaio 2021, proveniva infatti dagli USA, come altre due che sono seguite, mentre la quarta aveva invece come origine la Nigeria.

In questi primi mesi di attività il terminal adriatico ha dovuto fare i conti con un mercato del GNL piuttosto instabile, a causa degli effetti della pandemia di coronavirus ma anche di una serie di speculazioni globali su questa commodity, che hanno impattato anche sulla regolarità delle consegne.

“Da gennaio scorso, quando sono iniziate le attività commerciali del terminal, si sono verificate anomalie riguardo le dinamiche di prezzo a causa di attività di arbitraggio su scala globale e modifiche nelle tempistiche di consegna previste. Solo da fine marzo la situazione si è stabilizzata” ha infatti spiegato Mario Matković, CEO di MET Croatia.

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