IN EUROPA IL GNL ‘RUBA’ QUOTE DI MERCATO ALLE PIPELINE

Durante gli ultimi 10 mesi, ovvero da ottobre 2018 ad agosto 2019, due dei principali fornitori di gas via pipeline del mercato europeo, la norvegese Equinor e la russa Gazprom, hanno perso quote di mercato, situazione che non si verificava da oltre 4 anni.

Dinamica messa in luce dall’agenzia di stampa Reuters e direttamente influenzata da un contestuale aumento dell’import europeo di gas naturale liquefatto (GNL), i cui acquisiti da parte di buyer del Vecchio Continente sono triplicati durante il periodo preso in esame.

L’incremento delle importazioni di GNL è in parte dovuto a fattori contingenti, tra cui un inaspettato calo degli acquisti di carichi spot da parte dei tradizionali acquirenti asiatici, che ha generato una diminuzione dei prezzi ai valori più bassi degli ultimi 10 anni e spinto l’Europa a rimpolpare i propri depositi, i cui livelli di riempimento hanno raggiunto valori record.

In ogni caso, secondo l’agenzia di stampa britannica, la crescente diffusione del GNL sta mutando in modo strutturale l’assetto del mercato europeo del gas.

La quota di mercato di Equinor, sul totale del gas importato in Europa, è scesa dal 38% al 33%, mentre quella di Gazprom, seppure stabile sulle medie degli ultimi 3 anni, è diminuita dell’1% registrando il primo calo su base annua fin dal periodo 2014-2015.

Contestualmente, tra ottobre 2018 e agosto 2019, la quota di mercato del GNL sul totale dell’import europeo è cresciuta del 14%, mentre tra gli stessi mesi di 2017 e 2018 era aumentata solo del 5%.

La Reuters ricorda quindi che, nonostante la perdita di quote di mercato, il volume complessivo di gas esportato da Gazprom via pipeline è aumentato in valore assoluto, ma questo solo in conseguenza del fatto che gli acquisti europei di gas a livello aggregato sono cresciuti del 9%. La maggior parte di questi volumi aggiuntivi, però, erano diretti in Slovacchia e Repubblica Ceca, paesi che non hanno accesso al GNL e che hanno deciso di rafforzare le scorte in vista di una possibile interruzione degli approvvigionamenti russi attraverso l’Ucraina: il contratto di transito attualmente in vigore scade infatti a fine anno e, considerando i rapporti sempre più tesi tra Mosca e Kiev, un rinnovo alle attuali condizioni appare a molti osservatori tutt’altro che scontato.

Nei paesi europei che invece hanno possibilità di ricevere GNL via mare, l’acquisto di gas russo via pipeline è diminuito.

Parzialmente diverso il discorso relativo a Equinor: la corporation norvegese è stata costretta a ridurre il suo output a causa di una serie di interventi di manutenzione programmati alle sue infrastrutture di trasporto, che hanno imposto una conseguente revisione delle strategie commerciali.

 

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