LA POLACCA PGNiG NOLEGGIA DUE NAVI GASIERE PER IMPORTARE GNL DAGLI USA

La compagnia statale polacca PGNiG, che opera la rete nazionale di gasdotti, ha firmato un contratto di noleggio di 10 anni con l’armatore norvegese Knutsen OAS Shipping relativo a due navi gasiere attualmente in costruzione, che serviranno per importare nel Paese GNL proveniente dagli Stati Uniti.

L’azienda, in vista della scadenza del suo attuale contratto di lungo termine con Gazprom, relativo alla fornitura di oltre 10 miliardi di metri cubi di metano all’anno e in vigore fino alla fine del 2022, si è mossa sul mercato per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento e ridurre quindi la dipendenza energetica da Mosca e, a tale scopo, ha firmato un contratto di fornitura di lungo periodo con Venture Global LNG.

A partire dal 2023, l’operatore statunitense fornirà a PGNiG un quantitativo di GNL equivalente a 9,3 miliardi di metri cubi all’anno di gas spedito via pipeline: di questo ammontare, ben 7 miliardi di metri cubi all’anno sono contrattualizzati con la formula ‘free on board’, che consente all’acquirente la massima flessibilità rispetto alla scelta della destinazione ma pone in capo allo stesso l’onere di fornire la capacità di trasporto.

Per questo PGNiG ha avviato una procedura pubblica di gara nell’ambito della quale ha ricevuto oltre 10 offerte, scegliendo poi quella della compagnai marittima norvegese Knutsen, con cui ora è stato firmato il contratto di charter decennale riguardante due nuove unità gas carrier da 174.000 metri cubi di portata, che sono attualmente in fase di costruzione e che saranno consegnate nel 2022 per entrare poi in servizio l’anno seguente.

In tempo, quindi, per trasportare in Polonia il GNL di origine americana che potrebbe dover supplire almeno in parte le forniture russe, se Gazprom e PGNiG non dovessero trovare un accordo per rinnovare l’attuale contratto.

Le divergenze, molto probabilmente, si concentreranno sul prezzo: secondo quanto riportato da Argus Media, infatti, la corporation polacca avrebbe già chiesto alla controparte russa di rivedere le tariffe, come peraltro previsto da una clausola contrattuale che consente ad entrambi i contraenti di richiedere una rimodulazione tariffaria qualora i prezzi stabiliti in precedenza non dovessero più riflettere il reale andamento del mercato.

 

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