PIPELINE: COMMITTENTI E CONTRACTOR SI CONFRONTANO SULLA SICUREZZA AL MEETING DI IPLOCA

Dialogo e confronto costanti tra committenti, contractor e fornitori di mezzi e servizi. E’ questa la ricetta su cui deve basarsi lo sforzo comune di tutti gli operatori del settore delle pipeline nel diffondere la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro e minimizzare il numero di incidenti nello svolgimento di attività – la posa di condotte, sia in ambito terrestre che sottomarino – che per natura presentano un margine di rischio non trascurabile.

Un concetto su cui si sono trovati d’accordo tutti i partecipanti al regional meeting organizzato a Parma dalla sezione italiana di IPLOCA, l’International Pipe Line & Offshore Contractors Association, in collaborazione con le aziende associate Bonatti e SICIM.

E d’altra parte, come ha spiegato Alberto Barbieri, Director Europa e Mediterraneo di IPLOCA nonché Commercial Manager di SICIM, aprendo i lavori del convengo intitolato ‘ The Mediterranean Hub: Energy Trends and Safety Culture’, “l’obbiettivo primario della nostra associazione, che accoglie i contractor come regular member, i fornitori come associate member e i gestori di condotte come corresponding member, è proprio quello di diffondere la cultura della sicurezza nel nostro settore, favorendo il dialogo e il confronto tra tutti gli stakeholder coinvolti”.

Dopo i saluti introduttivi dell’Executive Secretary di IPLOCA Juan Arzuaga, che ha illustrato alla platea il funzionamento dell’organizzazione a livello globale, auspicando un maggior coinvolgimento delle aziende del settore alla vita associativa, “da cui può venire un reale e concreto valore aggiunto per i membri”, la parola è passata a Filippo Levati e Luca Princivalli Conti, membri del Comitato IPLOCA HSE e CSR, che hanno riassunto le principali attività del loro gruppo di lavoro, tra cui la redazione di statistiche e analisi sui temi della sicurezza e la gestione dei premi assegnati dall’associazione alle aziende che maggiormente si distinguono per soluzioni innovative ed efficaci applicate in questo ambito.

Roberto Poti, Vicepresidente di Confindustria Energia, ha quindi sottolineato alcuni degli elementi più rilevanti contenuti nello studio ‘Infrastrutture energetica, ambiente e territorio”, che la confederazione ha recentemente presentato a Governo e stakeholder: “Dal 2018 al 2030 sono previsti 100 miliardi di investimenti nel settore energetico, che contribuirà ogni anno per quasi l’1% del PIL nazionale”. A fronte di tutto ciò, secondo Poti, “è necessario definire un quadro normativo stabile e chiaro, e concordare con le istituzioni le priorità su cui concentrarsi”, per non perdere occasioni che sicuramente si presenteranno all’Italia: “Da qui al 2030 la domanda di energia crescerà del 30% a livello globale, con tassi particolarmente marcati in alcune regioni del mondo, compreso il Nord Africa. L’Italia è nella posizione ottimate per cogliere questa opportunità”. Inoltre, per il Vicepresidente di Confindustria Energia, “un settore che crescerà molto è quello del gas naturale” e in Italia è già previsto un “rafforzamento delle reti di trasporto nazionali, delle strutture di stoccaggio e la costruzione di impianti per lo small scale GNL”.

In questo contesto, un ruolo centrale sarà ovviamente giocato da SNAM, il cui piano industriale 2018-2020, come ha ricordato durante il meeting IPLOCA Massimo Montechiari, Executive Vice President dell’azienda di San Donato Milanese, “prevede 5,7 miliardi di euro di investimenti, di cui 4,7 miliardi per la rete di trasporto, allocati per il 74% in attività di sostituzione e manutenzione, e per il resto in sviluppo di nuove tratte”. Ma SNAM, “che intende giocare da protagonista la partita della transizione energetica” investirà anche 850 milioni di euro nel progetto SNAM TEC (Tomorrow’s Energy Company) su biometano, gas verde, mobilità sostenibile, efficienza energetica e nuove tecnologie”.

Alessandro Troiano, Head HSEQ di SNAM, ha quindi sottolineato l’impegno dell’azienda, “che ha indici infortunistici al di sotto dell’unità”, nel lavorare per raggiungere l’obbiettivo di “zero fatalities”, mentre Josè Manuel Del Torre Gallegos ha parlato delle politiche di sicurezza di TAP AG (Trasn Adriatic Pipeline, la società, partecipata dalla stessa SNAM, che sta realizzando l’omonimo gasdotto), impegnata a gestire il passaggio dalla fase di costruzione a quella di gestione dell’infrastruttura, “che ovviamente presentano profili di rischio diversi”.

Un altro elemento importante, per favorire il rafforzamento delle best practices in materia di sicurezza, “è sicuramente costituito dall’innovazione tecnologica, che può contribuire in misura determinante e ridurre i rischi” ha ricordato Maurizio Truscello, Co-leader New Trends and Innovation di IPLOCA.

E’ stata quindi la volta di Saipem, rappresentata per l’occasione da Riccardo Vatta, Ambassador della campagna Italia Loves Sicurezza, che ha parlato della fondazione LHS creata dal contractor di San Donato, e da Agostino Napolitano, che ha presentato il progetto ‘Near Real Time Monitoring System for Onshore Pipeline Project”, sistema con cui i vertici aziendali incaricati sono in grado di verificare lo stato dei cantieri in giro per il mondo e il rispetto delle norme di sicurezza, anche da remoto.

Declinando il tema della sicurezza nella sua accezione legata alla tutela dell’ambiente, questione particolarmente delicata che tutti i costruttori di pipeline si trovano a dover gestire, Salvatore d’Onofrio di Max Streicher, società di consulente specializzata proprio in questo ambito, ha spiegato che uno dei primi problemi da affrontare è quello della difformità di regolamentazione che spesso sussiste tra i diversi territori attraversati da un’infrastruttura di questo tipo.

Paolo Garbi e Michelangelo Blasi hanno quindi presentato un nuovo modello di crushing machine sviluppato da Laurini Officine Meccaniche, mentre Alessandro Della Torre ha illustrato le peculiarità di una nuova macchina cianfinatrice di Goriziane. Prodotti che hanno come filosofia costruttiva la riduzione dei rischi e quindi l’accrescimento del livello di sicurezza degli operatori attivi sul campo.

In chiusura del meeting IPLOCA, Emanuele Stallone è tornato ad affrontare il connubio virtuoso tra tecnologie e sicurezza delineando le caratteristiche del sistema di virtual reality training di Bonatti, “che consente di simulare l’area di lavoro di un cantiere per la posa di una pipeline e di sperimentare, senza danni reali, la conseguenze di determinati comportamenti”, a cui è seguita la presentazione di un progetto a cui recentemente ha preso parte SICIM, per la posa di un gasdotto lungo 450 Km tra USA e Messico, effettuata da Paolo Patrin e Silvia Migliorati.

Related posts