venerdì, Aprile 23, 2021

DAL PARLAMENTO CROATO VIA LIBERA AL NUOVO RIGASSIFICATORE OFFSHORE ALL’ISOLA KRK

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Il progetto di un nuovo rigassificatore offshore al largo della coste della Croazia ha ricevuto il definitivo via libera anche dal Parlamento dello stato balcanico, che nei giorni scorsi ha approvato una legge il cui obbiettivo – secondo l’agenzia Reuters, che ha riportato la notizia – è quello di facilitare tutte una serie di passaggi procedurali della nuova opera.

Il terminale, considerato strategico dall’Unione Europea per l’attuazione della politica energetica comunitaria, che ha tra i suoi obbiettivi quello di raggiungere una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento e contestualmente ridurre l’eccessiva dipendenza dalla Russia per le forniture di gas, sorgerà sull’isola di Krk, nel Mar Adriatico settentrionale, e verrà realizzato in due fasi: prima la piattaforma galleggiante e poi le strutture di ricezione a terra, che dovranno essere collegate con la rete nazionale del gas della Croazia.

LNG Croatia, la società incaricata di realizzare il progetto, ha recentemente chiarito che il costo del terminal galleggiante è stato ridotto di 90 milioni di euro, a 250 milioni di euro, e la sua capacità limitata rispetto alle previsioni iniziali, per garantire una maggiore profittabilità della struttura.

Proprio in ragione del ruolo strategico che il rigassificatore croato giocherà nei piani di Bruxelles, l’Unione co-fiananzierà la sua realizzazione mettendo a disposizione 101,4 milioni di euro, mentre la parte restante dei fondi necessari verrà reperita tramite emissione di azioni e ricorso al debito.

La nuova legge approvata dall’assemblea di Zagabria – passata con 77 voti favorevoli su 151 – ha riacceso le polemiche da parte di alcuni gruppi ambientalisti, che criticano l’intero progetto del rigassificatore e hanno già annunciato nuove proteste.

Una volta realizzato, il nuovo impianto di LNG Croatia, servirà a rifornire di gas i paesi dell’Europa centrale e orientale, regioni che ad oggi dipendono fortemente dalle forniture di gas russo.

Proprio in questi giorni è in svolgimento una gara per individuare il soggetto che dovrà fornire l’unità FSRU (Floating Storage Rigassification Unit), mentre in un secondo momento dovrà essere avviata un’ulteriore procedura per assegnarne la gestione operativa e commerciale.

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