GNL ‘STRADALE’: IN ITALIA E’ RECORD DI DISTRIBUTORI MA I CAMION ANCORA NON BASTANO

L’Italia, è noto, è uno dei Paesi al mondo in cui il GNL ha raggiunto la maggior penetrazione nel settore del trasporto stradale pesante: a testimoniarlo è l’alto numero di stazioni di rifornimento attive sul territorio, peraltro in continua crescita. Se quindi il mercato sembra ‘lanciato’, al momento tuttavia appare ancora poco equilibrato, poiché il numero di camion a gas circolanti non è ancora sufficiente per consentire un ritorno sugli investimenti effettuati dagli operatori delle stazioni di servizio.

A lanciare questo ‘warning’ è stato Massimo Prastaro, Head of Retail Innovation and Alternative Fuels dell’Eni, nel corso di una delle sessioni dell’evento online “Il GNL nel corridoio euro-mediterraneo e ruolo del sistema logistico di Genova e della Liguria”, organizzato da Conferenza GNL-Mirumir con il supporto dell’World Energy Council e con il patrocinio della Città Metropolitana di Genova e della Regione Liguria.

“Quando il nostro gruppo, circa 5 anni fa, ha inaugurato il suo primo impianto per il rifornimento del GNL ai truck – ricorda il manager del ‘cane a sei zampe’ – guardavamo alla Spagna che, con le sue 20 stazioni già in funzione, era un modello da seguire. Oggi in Italia sono oltre 80 gli impianti attivi e altri 40 lo diventeranno entro la fine del prossimo anno. L’Eni ne gestisce 10 e ne ha altrettanti in fase di realizzazione. Ora sono gli altri Paesi, dell’Europa e del mondo, che guardano a noi da questo punto di vista”. Se quindi il classico dilemma dell’uovo e della gallina sembra  superato, il mercato non avrebbe ancora raggiunto un equilibrio soddisfacente. E’ lo stesso Prastaro, infatti, a ricordare che “oggi, nel nostro Paese, circolano poco più di 3.000 camion alimentati a GNL. Se facciamo una media sulle 120 stazioni di rifornimento che saranno attive entro fine 2021, vediamo che ogni impianto avrebbe un bacino d’utenza di 25 mezzi, un numero assolutamente non sufficiente a garantire il ritorno economico di cui gli operatori hanno bisogno per ammortizzare gli ingenti investimenti effettuati”.

La situazione però potrebbe migliorare perché, come ha sottolineato Massimo Santori, Lead Manager Institutional Relations e Public Affairs di CNH Industrial per l’Italia, intervenuto anch’egli nel corso del webinar, nello stesso arco temporale anche il numero di camion a GNL crescerà in misura considerevole. “Al momento ci risultano essere 3.100 i mezzi pesanti (da oltre 16 tonnellate) alimentati a GNL attivi in Italia, ma entro la fine del 2021 dovrebbero raggiungere una consistenza compresa tra le 4.000 e le 4.500 unità”. Sicuramente, però – secondo il manager di CNH-Iveco – “serviranno ulteriori sistemi di incentivazione per rafforzare quelli attuali. Penso per esempio ad un’esenzione del bollo per i camion a GNL, misura che alcune regioni come la Lombardia e l’Umbria hanno già adottato, e a una riduzione dei pedaggi autostradali per i mezzi alimentati con carburanti a basso impatto ambientale”.

 

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