venerdì, Maggio 20, 2022

TEMPESTA SALLY: STOP FORZATO PER IL 25% DELLE PIATTAFORME OFFSHORE ATTIVE NEL GOLFO DEL MESSICO

Must read

Eni al primo posto tra le aziende internazionali del settore Oil&Gas

Eni si conferma al primo posto tra le società Oil&Gas internazionali nella classifica del think tank finanziario indipendente Carbon Tracker Initiative che confronta i...

Air Liquide e Lhoist collaborano per ridurre le emissioni di CO2 nell’industria della calce in Francia

Air Liquide ha siglato un Memorandum of Understanding con Lhoist, leader internazionale nel campo minerario, per decarbonizzare l’impianto produttivo di calce di Réty (Francia)...

L’acciaio Oil & Gas di Scandiuzzi sceglie le rough terrain di Terex

Scandiuzzi Steel Constructions, azienda con oltre 50 anni di esperienza nella fornitura di soluzioni ingegneristiche e attrezzature per le costruzioni e l’industria dell’Oil &...

Paolo Gallo (Italgas): “Il piano RePower Eu accelera la transizione ecologica, una sfida enorme per noi distributori”

Paolo Gallo, a.d. Italgas, è intervenuto in merito al programma europeo RePower Eu, ovvero il piano con cui ci si allontanerebbe dalla dipendenza dal...

Il Bureau of Safety and Environmental Enforcement (BSEE) sta monitorando tutte le operazioni delle piattaforme offshore situate nel Golfo del Messico, in seguito alla formazione della tempesta tropicale Sally.

In base ai bollettini tecnici elaborati dalle stesse compagnie petrolifere che lavorano in quell’area, il personale è stato evacuato da 147 piattaforme di produzione, che equivalgono al 22% delle 643 piattaforme esistenti nel Golfo.

A differenza delle piattaforme di perforazione, che si spostano da un punto all’altro del mare, gli impianti di produzione rimangono fissi per tutta la durata del progetto e quindi sono più esposti al rischio della tempesta.

Per precauzione alcune piattaforme mobili si sono spostate fuori posizione, evitando il percorso previsto della tempesta. Questo tipo di impianti rappresenta l’11% dei 17 che operano nel Golfo.

Gli impianti di esplorazione mantengono la loro posizione utilizzando propulsori ad eliche. Queste piattaforme non sono ormeggiate sul fondo marino e quindi possono modificare la loro posizione in un lasso di tempo relativamente breve.

Dai bollettini tecnici inviati dagli operatori, la BSEE stima che circa il 21% dell’attuale produzione di petrolio nel Golfo del Messico è stata fermata per precauzione, mentre per quanto riguarda la produzione di gas naturale è del 25%.

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Html code here! Replace this with any non empty text and that's it.

Latest article

Eni al primo posto tra le aziende internazionali del settore Oil&Gas

Eni si conferma al primo posto tra le società Oil&Gas internazionali nella classifica del think tank finanziario indipendente Carbon Tracker Initiative che confronta i...

Air Liquide e Lhoist collaborano per ridurre le emissioni di CO2 nell’industria della calce in Francia

Air Liquide ha siglato un Memorandum of Understanding con Lhoist, leader internazionale nel campo minerario, per decarbonizzare l’impianto produttivo di calce di Réty (Francia)...

L’acciaio Oil & Gas di Scandiuzzi sceglie le rough terrain di Terex

Scandiuzzi Steel Constructions, azienda con oltre 50 anni di esperienza nella fornitura di soluzioni ingegneristiche e attrezzature per le costruzioni e l’industria dell’Oil &...

Paolo Gallo (Italgas): “Il piano RePower Eu accelera la transizione ecologica, una sfida enorme per noi distributori”

Paolo Gallo, a.d. Italgas, è intervenuto in merito al programma europeo RePower Eu, ovvero il piano con cui ci si allontanerebbe dalla dipendenza dal...

Eni sigla un accordo in Congo per l’aumento della produzione e fornitura di GNL

Si è conclusa con successo la missione di Eni in Congo. A Brazzaville, l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha firmato una lettera d’intenti con il...