IL GRUPPO DANESE MAERSK SCOMMETTE SUL DECOMMISSIONING DELLE PIATTAFORME OFFSHORE

Maersk Drilling e Maersk Supply Service, due società parte del colosso marittimo danese AP Moller-Maersk (che però sta lavorando per arrivare ad una cessione di entrambe le controllate) costituiranno una joint-venture che offrirà sul mercato servizi di decomissioning delle installazioni offshore agli operatori dell’industria oil&gas.

Dopo decenni di attività, molte installazioni stanno infatti avvicinandosi al termine della loro vita produttiva: solo nel Mare del Nord, entro il 2026 più di 400 giacimenti dovrebbero cessare la produzione, con un costo stimato di 56 miliardi di dollari, mentre a livello globale saranno 700 i campi estrattivi in chiusura.

Mettendo insieme l’esperienza e gli asset a disposizione di Maersk Drilling e Maersk Supply Service, le due società – che inizialmente investiranno circa 20 milioni di dollari per coprire le necessità economiche dei primi anni di attività della newco – saranno in grado di offrire agli operatori un pacchetto che copre circa l’80% di tutte le attività necessarie per un intervento di decomissioning (project management, chiusura dei pozzi e rimozione delle strutture, rimorchio delle piattaforme, ecc.), ma sul lungo periodo l’obbiettivo è quello di arrivare e poter svolgere le operazioni in modo completo gestendone internamente tutte le fasi.

Maersk Drilling e Maersk Supply Service hanno già effettuato interventi di decomissioning di giacimenti offshore nel recente passato, occupandosi dei rispettivi settori di competenza, che ora verranno integrati in una nuova offerta.

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