L’UE APRE UN’INDAGINE SULLE FORNITURE DI GNL PROVENIENTI DAL QATAR

La Commissione Europa ha annunciato – con un’apposita nota – di aver aperto un’indagine formale mirata ad appurare se nei confetti di fornitura di gas naturale liquefatto (GNL) firmati tra Qatar Petroleum e importatori europei siano presenti clausole tese a limitare la libera circolazione del gas all’interno del territorio dell’Unione, che sarebbero in contrasto con le regole antitrust dell’UE.

Il Commissario Margrethe Vestager, responsabile per le politiche sulla concorrenza, ha dichiarato: “L’energie deve circolare liberamente all’interno dell’Europa, indipendentemente dalla fonte di origine. Abbiamo aperto un’indagine per capire se esistono clausole di limitazione territoriale nei contratti di fornitura di gas con Qatar Petroleum, che potrebbero limitare la concorrenza e conseguentemente ridurre i benefici per i consumatori derivanti da un mercato europeo dell’energia realmente integrato”.

La Commissione intende verificare se, all’interno dei contratti stipulati da Qatar Petroleum, il primo fornitore di GNL del Vecchio Continente, con controparti europee, che tipicamente sono di lungo termine (20-25 anni), contengano clausole di restrizione territoriale, diretta o indiretta. In particolare, certe clausole presenti in taluni contratti, sembra abbiano per effetto quello di limitare la libertà degli importatori europei di vendere il GNL acquistato da Qatar Petroleum in altre destinazioni all’interno dell’UE: in certi casi viene impedita qualsiasi deviazione del carico, in altri viene fortemente limitata geograficamente, oppure per entità del volume di carico, la possibilità di deviazioni ad altre destinazioni. Come risultato – secondo la Commissione – l’applicazione di queste clausole potrebbe limitare indebitamente la libera circolazione del GNL venduto da Qatar Petroleum all’interno del territorio dell’Unione Europea.

Se effettivamente provate, queste pratiche sarebbero in contrasto con le regole europee antitrust, in particolare quelle relative ad accordi competitivi tra imprese e all’abuso di posizione dominante.

Related posts